Il Tirreno

«Impianti non a norma? Restituiremo le chiavi»

di Gianni Parrini
«Impianti non a norma? Restituiremo le chiavi»

Geodetica ko, palazzetto senza spettatori e al Picchi infiltrazioni d’acqua. Le associazioni si lamentano col Comune per la situazione delle strutture

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ROSIGNANO. «Se gli impianti sportivi non saranno messi in regola e sistemati riporteremo le chiavi al Comune. Altro che rinnovo delle convenzioni». Il messaggio è forte e chiaro. A lanciarlo è Mario Nocchi, dal 1987 presidente della Uisp di Rosignano, uno che di sport se ne intende. Il suo è un grido di allarme al quale si uniscono anche molte altre associazioni del territorio. Dopo una stagione tribolata (l’inagibilità della geodetica, la capienza ridotta del palazzetto, i problemi di sovraffollamento in alcune strutture e le scarse presenze in altre) è arrivato il momento di fare il punto sulla situazione degli impianti sportivi di Rosignano.

I numeri. 73 associazioni e circa 9mila persone che praticano attività fisica. Numeri importanti per un Comune di poco più di 30mila abitanti che fino a ieri poteva contare su un parco impianti di tutto rispetto. Negli ultimi tempi, però, le prime crepe si sono aperte sui muri delle strutture nonché sull’intera gestione della situazione impiantistica. «Siamo in una fase transitoria che rischia di diventare esplosiva – spiega il presidente della consulta per lo sport Massimo Garzelli – Fino a oggi l’amministrazione ha avuto un occhio di riguardo: impianti adeguati, associazioni supportate nelle spese di gestione (ad esempio, le utenze, ndr), patrocini, ecc. Le cose però sono cambiate: i Comuni hanno meno risorse, il patto di stabilità blocca gli interventi e forse è arrivato il momento di coinvolgere i privati. Il governo di un simile cambiamento spetta alla politica. Ci sono decisioni da prendere, in particolare sull’impiantistica. Non possono essere più rimandate».

Una tromba d’aria sul basket. Ogni frazione ha la sua croce. Ogni società sportiva ha i suoi problemi di impianto. Il caso più eclatante riguarda la geodetica, la struttura che si trova all’interno del campo di atletica a Rosignano Solvay. Lo scorso 27 novembre, una tromba d’aria ha squarciato il telo della copertura consegnandolo il parquet dell’impianto alle intemperie e ai malintenzionati, da quel momento liberi di entrare e uscire per le loro scorribande. Il basket Rosignano, che in quel pallone gonfiato aveva il suo quartier generale, è stato costretto a trasferire gli allenamenti un po’ qua e un po’ là in giro per il territorio. Ora però, rischia di fermarsi. Per sempre. (vedi pezzo sotto).

Il limite dei 99. L’altra questione irrisolta riguarda il PalaBalestri, il palazzetto dello sport che ospita le gare ufficiali del volley e dello stesso basket Rosignano. Da settembre vi si gioca praticamente a porte chiuse. O almeno così dovrebbe essere, visto che la capienza è stata ridotta a 99 persone. Giocatori e membri dello staff compresi. «Ogni volta che giochiamo in casa siamo costretti a mandare una lettera alla società ospite per avvertirla di non portarsi dietro troppa gente – scherza Ivano Lazzerini, direttore sportivo della pallavolo Sei Rose – Il Comune aveva detto che si trattava di una questione burocratica, risolvibile in tempi brevi, ma sono passati diversi mesi e non è cambiato niente. Qualcosa non torna». Il problema è legato alla mancanza del Cpi, il cosiddetto “Certificato di prevenzione incendi” che deve essere richiesto nuovamente ai vigili del fuoco in seguito alle variazioni apportate alla normativa nazionale in materia. C’è tempo fino a ottobre per mettersi in regola e il Comune evidentemente ha deciso di prendersi tutto il tempo disponibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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