«Chi sa qualcosa parli, si faccia avanti per Ilaria»
Omicidio di Castagneto: i legali della famiglia lanciano un appello a tutti Striscione degli amici della ragazza. Proseguono gli accertamenti al Ris
CASTAGNETO. «Chi sa qualcosa parli»: è il disperato appello lanciato dagli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, legali della famiglia di Ilaria Leone, la diciannovenne uccisa la sera del primo maggio.
«La sera del primo maggio Ilaria, prima di andare a incontrare la morte, ha scorazzato liberamente per le vie e le piazze del paese - scrivono i due legali in una nota - Castagneto non è Shangai e pertanto si chiede a chiunque l'abbia vista da sola o soprattutto in compagnia o abbia scorto qualcosa o qualcuno che possa essere ricollegato a questa ferale vicenda, anche in forma anonima, di dire quello che sa, di parlare, in modo da aiutare Ilaria e la sua famiglia ad avere la verità».
E la verità è quella che stanno cercando anche a Roma, nei laboratori del Ris, dove proseguono gli accertamenti per stabilire il Dna dell’assassino o degli assassini e accertare se la ragazza sia stata anche violentata prima di essere massacrata. Nessuna novità è ancora trapelata, né su quel fronte né su quello delle indagini che i carabinieri continuano a portare avanti sul territorio in cerca degli eventuali complici di Ablaye Ndoye.
Al momento il senegalese di 34 anni rimane in carcere ed è l’unico sul quale gravano le accuse di omicidio, tentata violenza sessuale e occultamento di cadavere.
Intanto nuovi cartelli in ricordo di Ilaria sono comparsi nelle ultime ore in piazza della stazione a Donoratico.
La sua foto, con lo sfondo azzurro del cielo, e accanto una canzone, una delle sue preferite. Parole fissate in un cartello da due amiche del cuore della diciannovenne.
E ancora sotto un cartello più ampio, firmato dalla classe terza C .
Nell'ultima settimana infatti sono diverse le classi delle scuole in cui si è parlato del triste fatto di cronaca che ha interessato il tranquillo comune di Castagneto.
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