Il dolore
«Basta politica come mestiere»
Belcari contro le decisioni prese tra circoli ristretti di persone
CECINA. Puntano il dito contro chi fa politica non per passione, ma in attesa di ricompense e poltrone. Rifondazione comunista interviene sul caso Ghezzani che ha investito come un treno la politica locale. E lo fa senza mezzi termini. «In una intervista del 28 luglio 1981 - scrive Renzo Belcari, segretario Prc - Berlinguer criticava "i partiti, che si erano trasformati in macchine di potere e di clientele ed avevano perso la passione politica, e non perseguivano più il bene comune”. Come era stato lungimirante!».
Poi l’attacco. «Troppi politici non fanno politica per passione, o per degli ideali, ma perché prima o poi si aspettano delle ricompense, poltrone, posti di lavoro, consulenze varie, inserimenti nelle partecipate e non solo, e varie prebende».Poi Belcari spiega che, al contrario, esistono «ancora migliaia di militanti che magari fanno politica da 30/40 anni (“il popolo delle salcicce”, come dissero sprezzatamente Occhetto e D'Alema), che non pretendono la buona uscita per essersi impegnati».
Quanto alla nomina di Ghezzani nel consiglio di sorveglianza dell’Asa - incarico che l’ex assessore ieri ha deciso di lasciare - Belcari sottolinea come «negli anni passati Asa era stata oggetto di una indagine della magistratura, per decine di viaggi a Cuba, fatti per controllare dei progetti molto "fantasiosi”». Rifondazione critica anche il metodo in cui la nomina di Ghezzani era stata fatta. Un metodo che non convince per nulla Belcari. «Sembrerebbe - prosegue Belcari - che le nomine negli organismi di gestione e di sorveglianza di Asa, siano gestite dal Pd. La nomina della dott.ssa Ghezzani, sembra fosse stata decisa dal sindaco Benedetti, dal segretario provinciale del Pd Lippi, ed avallata e ratificata dalla segretaria Pd di Cecina Meini. Come Rifondazione Comunista, ci domandiamo se tutto ciò è normale ed eticamente corretto e trasparente».
Belcari entra anche nel merito della gestione delle cariche delle aziende partecipate a Rosignano, notando analogie con “l’affaire Ghezzani”. «A Rosignano - spiega - sembra che sia successo quasi la stessa cosa, nella nomina della signora Benini, “ma nessuno si è sognato di criticare in quella situazione", sembra che abbia affermato Ghezzani». Una frase che ha mandato su tutte le furie il Prc. «Ogni commento a questa frase - prosegue infatti Belcari - se è stata detta veramente, è superfluo, ma dice di come viene concepito il dissenso, la critica costruttiva, la trasparenza, la democrazia partecipata veramente. Chissà qual è l'istanza dell'alta assise democratica (nel senso alto del termine) ed istituzionale, in cui vengono prese queste decisioni».
Infine un’ironica stoccata a commento della vicenda: «A chi si sciacqua la bocca di spirito di servizio sociale - termina Belcari - e di abnegazione nel fare politica, Totò avrebbe detto "ma mi faccia il piacere!".
Poi quello che Belcari considera un messaggio di speranza per i cittadini «nonostante tutto questo, come Rifondazione Comunista , ci auguriamo che molti cittadini continuino a sperare nella buona politica, che privilegia il bene comune collettivo, isolando tutti quelli che sotto sotto cercano di coltivare anche i propri interessi personali».
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