Il Tirreno

«Basta, lascio il Pd e l’incarico all’Asa»

«Basta, lascio il Pd e l’incarico all’Asa»

Michela Ghezzani si dimette: «Polemiche oltre ogni limite» E accusa: «Mollo un partito diviso in fazioni e cordate»

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CECINA. Con una mail indirizzata al sindaco e ai segretari del Pd Michela Ghezzani esce politicamente di scena: si dimette da membro del consiglio di sorveglianza dell’Asa ma, in modo ancor più clamoroso, rimette la tessera del Partito Democratico. Travolta dalle polemiche seguenti alla sua nomina per l’organismo della ex municipalizzata di via del Gazometro, contemporaneamente alle propri dimissioni da assessore ai Lavori Pubblici, Ghezzani ha deciso ieri di chiudere così - con un gesto eclatante - la sua pur giovane ma significativa carriera politica e amministrativa.

La comunicazione con cui l’ex assessore molla il partito e l’incarico arriva alle 12,02 sul pc di Samuele Lippi, segretario provinciale,di Alessandra Meini, segretario comunale e del sindaco di Cecina Stefano Benedetti.Scrive Ghezzani: «In questi giorni si sono scatenate polemiche oltre ogni limite del personalmente sostenibile, stante che in questi anni (e anche in questi ultimi mesi) davanti a scelte similari rispetto alla mia lo stesso partito democratico non si era sentito in dovere di sollevare obiezioni. Non mi rimane che pensare che a Cecina è iniziata non la resa dei conti nel Pd ma la campagna elettorale per le prossime amministrative, e se questi sono i presupposti non posso che pensare che la strada intrapresa sia quella più sbagliata, uguale a quella che abbiamo intrapreso a livello nazionale e che ci ha fatto "non vincere" le elezioni politiche a febbraio».

E aggiunge: «Un partito locale che dopo anni di lavoro non accetta le motivazioni personali prima rispetto alle dimissioni da assessore e le motivazioni politiche dopo rispetto alla nomina in Asa non può più essere il mio partito, e chi mi conosce sa bene con quanta sofferenza scrivo queste righe. Ringrazio il sindaco Benedetti per la stima che mi ha dimostrato, ringrazio tutti coloro che in questi anni hanno creduto in me permettendomi di fare un'esperienza di vita incredibile». Poi l’affondo polemico: «Mi permetto a questo punto della storia di fare un grosso in bocca al lupo ad un Partito democratico allo sbando diviso in fazioni, bande, corporazioni, cordate che si riuniscono non per costruire qualcosa di "sinistra" in cui in molti credevamo, ma solo per interesse personale, fazioso e pregiudiziale, un partito che sta buttando via "il bimbo con l'acqua sporca"».(a.r.)

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