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Imu, stangata per alberghi e capannoni

Imu, stangata per alberghi e capannoni

Con l’acconto di giugno aumenti del 37% rispetto al 2012: pesa la rivalutazione delle rendite e l’aumento delle aliquote

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CECINA. Capannoni, alberghi, residence, palestre e posti barca nei porti turistici: in arrivo un’Imu più cara del 37% rispetto al 2012. In questi giorni si fa un gran parlare della sospensione del pagamento dell’imposta municipale unica: il governo Letta ha messo al primo punto della sua agenda politica il congelamento della rata di giugno per la prima casa. In settimana dovrebbe arrivare l’ok. Ma nell’attesa che il capo del governo e i suoi accoliti partoriscano il decreto, la commissione bilancio della Camera si è data da fare. Giovedì notte ha approvato un emendamento al disegno di legge sui debiti della pubblica amministrazione che impone di calcolare la prima rata sulla base delle aliquote del 2012. E proprio questa novità a Cecina, come in molti altri Comuni, potrebbe comportare aumenti significativi per questa categoria di immobili già a partire dal 17 giugno, data dell’acconto. Vediamo come stanno le cose.

Lo Stato non ci rimette mai. Da quest’anno le amministrazioni comunali potranno trattenere l’intero gettito derivante dall’Imu, compreso quello di seconde case e negozi (anche se la parte eccedente rispetto alle entrate dello scorso anno andrà ad alimentare un fondo di solidarietà). Allo Stato finiranno solo i soldi degli immobili classificati in categoria D. Vi rientrano opifici, alberghi, residence, scuole private, case di cura e ospedali, fabbricati o posti barca nei porticcioli turistici. Ovviamente lo Stato non ha intenzione di rimetterci: così, per compensare i mancati introiti derivanti dalle altre tipologie di immobili, ha “stangato” proprio i “classe D” operando (di fatto) una rivalutazione delle rendite catastali.

Il decreto «Salva-Italia» di fine 2011, infatti, aveva già messo in calendario per quest'anno un nuovo aumento dell'8,33% per i valori fiscali di riferimento di questi immobili. In pratica, il moltiplicatore utilizzato per calcolare la base imponibile a cui applicare l’aliquota passa da 60 a 65. Una bel salto, considerando che già lo scorso anno per la categoria D c’erano stati incrementi del 20%.

Doppia stangata. Ma non finisce qui. Il secondo rincaro dipende dalle aliquote. Per chi esercita l’attività in un’immobile classe D di sua proprietà non cambia niente: vale a dire che si applica il 7,6 per mille come nel giugno scorso. Ma coloro che hanno capannoni o alberghi locati ad altri o sfitti ne vedranno delle belle: nell’acconto di giugno pagheranno un’aliquota del 9,6 per mille. L’emendamento licenziato dalla Commissione bilancio, infatti, prevede che la prima rata dell’Imu 2013 vada versata sulla base delle aliquote stabilite nel 2012 (se non ci sono delibere nuove). Dato che il Comune di Cecina (come circa metà delle amministrazioni italiane) ha ritoccato le aliquote solo dopo l’acconto del giugno scorso, ecco che si determinano degli aumenti.

I calcoli della disperazione. Difficile dire con certezza a quanto ammonterà l’esborso di giugno. La Cgia di Mestre ha fatto due calcoli prendendo a riferimento la provincia di Livorno e ha stabilito che l’incremento medio per capannoni o alberghi si aggirerà intorno al 37%. Facciamo un esempio: il proprietario di un capannone di 2mila metri quadrati a giugno 2012 ha versato 12.100 euro, con un'impennata dell'82,4% rispetto a quanto chiedeva l'Ici. Il conto da pagare nelle prossime settimane sale invece a 16.561 euro, con un nuovo aumento del 37% rispetto a 12 mesi fa.

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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