Barabino accusa: «Giunta sull’orlo di una crisi di nervi»
Il coordinatore del Pdl contro la “politica del girello” «Politici e amministratori sempre riciclati in qualche cda»
CECINA. «Una giunta sull’orlo di una crisi di nervi». Così la dipinge Paolo Barabino, coordinatore provinciale e capogruppo consiliare del Pdl, commentando le dimissioni dell’assessore Ghezzani e la sua nomina nel consiglio di sorveglianza Asa. Barabino dice di non essere meravigliato da questa decisione. «Sono anni - scrive - che dall'opposizione del PdL sosteniamo l'inutilità a Cecina di un tale assessorato giacché, è sotto gli occhi di tutti, nella nostra cittadina le opere pubbliche non vengono realizzate; del resto, il sindaco ha annunciato che non vi sarà una nuova nomina, ma un riparto delle deleghe di un'assessorato del quale, evidentemente, si può fare a meno. Si aggiunga che già da tempo i rumors interni parlano di una giunta municipale ormai sull'orlo di una crisi di nervi e frantumata nei suoi componenti, con vedute disarticolate e difficilmente ricomponibili, in evidente imbarazzo data l'assenza di risultati tangibili; gli ultimi movimenti di taluni assessori ne sono la riprova». Barabino accusa la sinistra (Pci prima, poi Pds, Ds e Pd) di aver attuato la politica “del girello” dove «politici ed amministratori, una volta che vi sono saliti, non scendono più; sono saldati alle sedie, anche se sfiduciati, sconfitti politicamente, accantonati, anziché accontentarsi delle ordinarie occupazioni -ove le avessero avute in precedenza- finiscono riciclati in qualche consiglio di amministrazione di società partecipate, consorzi vari, enti di assai dubbia utilità, amministrazioni varie; uno stipendio od uno stipendino è loro assicurato, le competenze molto spesso sono soltanto un optional, i criteri di selezione inesistenti».
«Basta leggere i nominativi dei membri dei consigli di amministrazione delle società partecipate dal Comune di Cecina per farsi un'idea - prosegue - Questo è il sistema del centro-sinistra locale, potremmo partire da qui con la rottamazione, ne beneficerebbe la spesa pubblica e certamente ne guadagnerebbero le tasche dei cittadini costretti, perché qualcuno faccia quadrare i bilanci di tali aziende, a sopportare una teoria infinita ed annuale di aumenti indiscriminati di qualsivoglia utenza. . Sotto altro profilo, invito a diffidare di quei componenti il centro-sinistra che, dopo aver tollerato ed avallato per decenni un tale sistema, costituendone anzi parte organica, oggi scoprono di possedere grandi valori etici, si scandalizzano, escono dai partiti o si sospendono dalle cariche rivestite nel loro interno per suscitare i dibattiti. Cambiano i partiti ed i simboli, ma i nominativi dei politici sono sempre gli stessi, con il tentativo di rientrare dalla finestra laddove sono stati costretti ad uscire dalla porta . Una vera discontinuità con il sistema di potere del centro-sinistra, che dal secondo dopo guerra impera dalle nostre parti, si può avere soltanto recidendo le radici dell'albero ormai irrecuperabilmente ammalato; nuove forze che sostituiscano quelle attuali».
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