Il Tirreno

“Affaire” Ghezzani, Biondo si sospende dagli incarichi nel Pd

di Rino Bucci
“Affaire” Ghezzani, Biondo si sospende dagli incarichi nel Pd

I civatiani picchiano duro, durissimi i renziani di Ldc L’ex assessore: «Attacchi personali, i soldi non c’entrano».

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CECINA. Si sono affidati alla saggezza popolare per commentare la seconda vita politica di Michela Ghezzani. «È uscita dalla porta e rientrata dalla finestra», dicono. Se già una parte del Pd guardava di traverso la corrente mainstream del partito per la gestione del dopo elezioni, la chiusura verso i comitati e la protesta sul fronte dell’ospedale «l’affaire Ghezzani» rischia di frantumare i democratici.

A quello che ormai è conosciuto come uno degli altri Pd non è piaciuta affatto l’immediata dismissione dei panni da assessore e la rapida vestizione della pettorina da consigliere di sorveglianza di Asa da parte dell’ex titolare ai lavori pubblici. Il nuovo corso di Ghezzani è stato annunciato e ratificato nel giro di una manciata di ore. Perfino gli stessi componenti della giunta sono stati informati della decisione solo giovedì sera dal sindaco dopo l’investitura in via del Gazometro. Altri, quelli meno vicini al partito l’hanno letto sul giornale.

La diretta interessata spiega che «i tempi sono stati dettati da un accordo tra me, Benedetti, Lippi e Meini». E proprio su questo punto, tutta l’opposizione picchia duro su Internet. «È stato un autogol», dicono i più teneri. Ma i veri grattacapi sono in famiglia. Luna Biondo coordinatrice del circolo Pd di Marina, da sempre portabandiera della corrente civatiana, picchia duro. «Essendo fermamente contraria a questa nomina per tempi e modi – scrive – e avendo fatto da sempre una battaglia nel Pd perché le nomine politiche stessero fuori dalle partecipate a tutti i livelli, per quanto mi riguarda ho fatto un passo indietro dalle segreterie dell’Unione comunale cecinese e dell'Unione territoriale livornese, sospendendo la mia posizione, nella speranza che questo atto possa servire a aprire un dibattito e un confronto serio dentro il partito cecinese». A questo punto non si escludono clamorose scissioni. Anche perché sono in molti al circolo Bocciodromo a non sopportare più le critiche del filone marinese.

Anche i renziani del laboratorio Democratico cecinese intervengono sulla vicenda: «Non si può non condannare, al di là dei giudizi sulle persone, l'ennesimo episodio in cui la fedeltà al partito prevale sulle esigenze della collettività – si legge in una nota – Se l'assessore è stanca dell'impegno politico, può benissimo tornare a vita privata senza bisogno di nessun "ammortizzatore sociale". Ricordiamo che la disastrosa situazione in cui versa Asa è figlia di questa logica per cui non si promuove la competenza e la meritocrazia ma la mera appartenenza al partito. L'acqua è pubblica e non dei partiti ed è ora di dire basta e di nominare persone competenti a capo delle società municipalizzate se vogliamo avere un miglioramento dei servizi ed una riduzione dei costi delle bollette».

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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