Il Tirreno

Lascia anche Luppichini La Sinistra si sgretola

Lascia anche Luppichini La Sinistra si sgretola

Strappo definitivo con il Prc dopo la sostituzione di Franconi con Gherarducci L’esponente dei Comunisti italiani dà le dimissioni: «Una frattura definitiva»

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Basta. Di bagarre politiche ne ha vissute tante, ma quella che negli ultimi giorni si è consumata tra le fila della Federazione della Sinistra proprio non la digerisce. E preferisce fare un passo indietro.

Con una lettera di dimissioni indirizzata al presidente del consiglio comunale, Giacomo Luppichini ha deciso di lasciare l’incarico di consigliere comunale della Sinistra. Una decisione netta, per la quale Luppichini, storico rappresentante della sinistra livornese, non mostra tentennamenti. Anzi, ribadisce con forza la sua posizione e spiega che la scelta di eclissarsi dalla vita politica locale è interamente legata alla baruffa che negli ultimi giorni si è consumata in casa di Rifondazione. Luppichini si riferisce alla scelta dei vertici Prc di sostituire il consigliere comunale Giorgio Franconi con Niccolò Gherarducci.

Una scelta poco felice, almeno a giudicare dalle reazioni degli altri componenti della Federazione della Sinistra. Appena annunciato il “rimpasto”, infatti hanno protestato - anche tramite la stampa - sia Luppichini dei Comunisti italiani che Mario Baldeschi di Sel. Niente è cambiato e così Luppichini, politico navigato, ha deciso di abbandonare definitivamente il suo posto in consiglio comunale. Fornendo una spiegazione che non può essere soggetta a interpretazioni. Le sue dimissioni sono legate allo “sgarbo” politico firmato da Rifondazione.

«La decisione unilaterale - attacca Luppichini nella lettera di dimissioni - e non concordata del comitato direttivo di Rifondazione comunista di chiedere le dimissioni del capogruppo Giorgio Franconi, da quest’ultimo accolto per disciplina di partito, ha aperto una frattura non ricomponibile all’interno della Federazione della Sinistra». Evidente quanto Luppichini sia contrariato dalle scelte “calate dall’alto” da quella fazione politica per la quale alle amministrative del 2009 è stato candidato sindaco. All’ultima tornata per scegliere il primo cittadino, infatti, Luppichini venne sostenuto da Comunisti italiani (il suo partito, ndr), Rifondazione e l’allora Sinistra democratica (poi trasformatasi in Sel). La Federazione della Sinistra ottenne due consiglieri e Luppichini fu contento di lasciare il ruolo di capogruppo a Giorgio Franconi, «di esperienza e affidabile».

Il ménage à trois è andato avanti fino a pochi giorni fa. Poi il sussulto indipendentista e la decisione dei vertici direttivi di Rifondazione di “allontanare” Franconi. Una decisione contro cui Luppichini si era espresso chiaramente. «Rifondazione - dice l’esponente dei Comunisti italiani - aveva paventato una soluzione di questo tipo, ma in un colloquio privato con la segretaria Gesess avevo spiegato la mia contrarietà. Ma il Prc è andato dritto per la sua strada. Così Luppichini ritiene che «con questo atto di cui Rifondazione porta intera la responsabilità - si legge nelle dimissioni -, perso senza considerazione del nostro dissenso e senza coinvolgimento di Sel, sia venuto meno il mio ruolo di garante della coalizione».

Che la decisione di “ammodernare” le fila della Sinistra sia unilaterale, secondo Luppichini lo dimostra il fatto che «il regolamento della Federazione della Sinistra prevede che le decisioni siano prese con maggioranza di due terzi, loro l’hanno presa da soli. Sapevano che se fossero andati avanti in quella direzione avrei tratto le mie conclusioni. La mia figura di garante della Sinistra non ha più senso».

Anna Cecchini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa