Il dolore
Un rilancio che ha il sapore della fine
L’accordo sembra preludere a una dismissione dello stabilimento da parte della multinazionale
ROSIGNANO. Un campanello d'allarme suona nella testa dei cittadini di Rosignano appena sentono parlare di Pvc. Riflesso condizionato. Quasi vent'anni fa l'ipotesi di produrre qui Pvc fu scongiurata da un referendum a furor di popolo. Ma fu anche l'inizio delle decadenza dell'egemonia Solvay sul territorio. E, rovescio della medaglia, decrescita degli investimenti, caduta occupazionale, crescenti preoccupazioni sulle sorti Solvay in zona. Poi arriva questa nuova di un'intesa Ineos-Solvay per la produzione Pvc. Una produzione altrove, ma che si gioverebbe di materie prime e di mano d'opera Solvay.
Si pongono da subito alcune considerazioni. La prima è che nell'intesa, joint-venture, tra i due soggetti è l'Ineos che appare la stampella forte. Perché l'investimento finanziario, 250 milioni solo di anticipo, è tutto di quell'azienda che ormai da tempo opera sul mercato internazionale anche sul versante della chimica e derivati e l'operazione con la società belga appare sempre più un tassello di un mosaico ben più vasto. Infatti l'accordo prevede che dopo i primi 4 anni di attività Ineos dovrebbe sciogliere il nodo ed entro 6 anni impegnarsi in esclusiva alla gestione intera del prodotto. Una conferma insomma del ruolo preponderante di tale azienda.
La seconda considerazione nasce da una domanda. Visto il ruolo del tutto evanescente che anche questa volta il sindacato svolge, non solo per sue specifiche responsabilità, ci si chiede: in questa vicenda quale è stato il ruolo dei pubblici poteri? Questo progetto è stato visionato se non a livello dell'amministrazione locale, almeno dalla Regione? Per non parlare del ministero dell'industria. Lo sviluppo della vicenda sembra non aver assegnato alcun ruolo alle responsabilità dei pubblici poteri. Forse qualcuno penserà che è un bene, in considerazione che spesso il ruolo pubblico assume più la dimensione degli impacci burocratici che la funzione di favorire gli investimenti produttivi. Ma proprio per i risvolti di vario tipo - che la produzione delle materie prime, etilene, cloro, impone - sia i temi collegati alla salvaguardia ambientale (e alla salute degli addetti) che il Pvc comporta, non appare del tutto giustificato che l'accordo si sia realizzato nell'assenza totale di un ruolo che almeno la Regione avrebbe dovuto svolgere. Peraltro si sconta a questo proposito almeno un decennio di totale assenza o se si preferisce una presenza di sola testimonianza di fronte alle attività del complesso chimico a Rosignano.
Infine. Il tentativo di far passare questa iniziativa come un rilancio delle sorti Solvay non sembra convincente. In primis per le considerazioni già svolte. Ma poi questa destinazione ad un soggetto terzo, Ineos, di produzioni proprie e di personale in loco avvalora l'ipotesi che le strategie Solvay tendono ad un progressivo abbandono dell'insediamento qui.
Carlo Rotelli
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