Finanza
«Messa a rischio la salute della gente»
Camelli della Uil contro la delibera della Calamai che azzera la posizione di circa 200 coordinatori
CECINA. I “quadri” non si toccano, sono loro «quelli che stanno in trincea delle linee produttive insieme a medici, infermieri operatori socio sanitari, tecnici e amministrativi. Sono loro che influenzano l’organizzazione del lavoro e dunque la qualità delle prestazioni assistenziali».
La Uil sanità ribadisce la propria contrarietà alla determina 175 firmata nelle scorse settimane dalla direttrice dell’Asl 6 Monica Calamai. Un documento che di fatto azzera circa 200 posizioni di coordinamento, che conta di riaffidare attraverso concorso. Se i sindacati Cgil e Cisl, dopo un contrasto iniziale, stanno provando a ricucire le trattative con l’Asl 6, in modo da non vanificare l’accordo firmato all’inizio di aprile con il quale si prevede l’assunzione di 75 lavoratori nel 2013, la Uil resta ferma sulla su a posizione.
«Quell’atto - tuona Paolo Camelli, segretario Uil sanità - è una ferita al contratto nazionale. C’è in ballo il futuro dei nostri ospedali e dei servizi territoriali che devono fare i conti con la pesante riduzione delle risorse e con i nuovi standard legati ai volumi di attività».
Ecco che secondo la Uil azzerando le posizioni di coordinamento «si compromette l’efficacia dei servizi. Un sindacato non può fare accordi che contrastano con il contratto nazionale e mortificano la professionalità dei lavoratori. Per questo contrasteremo la delibera aziendale con tutte le nostre forze».
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