Sicurezza
Omicidio di Castagneto, rinviati gli esami del Dna
Slitta di un giorno la convocazione di avvocati e consulenti a Roma dai Ris. L'appuntamento rimane fissato alla caserma Salvo D'Acquisto, nella sede del Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri dove sono già iniziati gli accertamenti sui campioni prelevati sulla scena del crimine
CASTAGNETO. Non parla ancora. Dice di voler prima attendere l'esito del Dna. Ablaye Ndoye, il senegalese di 34 anni accusato di aver violentato e ucciso la diciannovenne Ilaria Leone, potrebbe farlo domani (giovedì) e non oggi, visto che gli stessi esami sono stati rinviati di un giorno. La convocazione a Roma del suo avvocato e di quelli della parte, dunque, è slittato di un giorno. L'appuntamento è fissato alla caserma Salvo D'Acquisto, nella sede del Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri dove sono già iniziati gli accertamenti sui campioni prelevati sulla scena del crimine. Accertamenti che al momento non hanno prodotto grandi risultati.
Ma siamo solo all'inizio e il materiale più importante verrà esaminato a partire da venerdì. Dna, tampone vaginale, più le analisi sulle tracce organiche rinvenute sulla pancia e sulle gambe della ragazza, analisi che dovranno stabilire innanzitutto se si tratta di liquido seminale. Al termine di questi esami si potrà sapere se Ilaria è stata violentata, se è stata violentata da una o più persone ed eventualmente da chi. E se davvero Ndoye è un assassino. Finora è l’unico finito in carcere con l’accusa di tentata violenza sessuale e omicidio.
Ma c’è qualcosa che comincia a non quadrare. Intanto, Ndoye addosso non ha neanche un graffio. Niente di niente. Come abbiamo già scritto, i carabinieri cercano altri due senegalesi. L’ipotesi è che all’omicidio abbiano preso parte, con ruoli diversi, tre persone.
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