Italia
Fusione Solvay-Ineos per produrre Pvc
Siglato l’accordo tra le due multinazionali per un nuovo soggetto. A Rosignano saranno ceduti tre reparti e 85 dipendenti
ROSIGNANO. Trasferimento di tre settori produttivi, con relativi impianti, e di 85 lavoratori. Questa, in estrema sintesi la “ristrutturazione” che avverrà nel parco industriale Solvay nell’arco dei prossimi 6 anni a seguito dell’accordo siglato ieri a Bruxelles tra il colosso della chimica Solvay e Ineos, produttore mondiale di materiali petrolchimici e petroliferi.
Scopo dell’accordo, per cui le due aziende hanno firmato una lettera di intenti, è la creazione di una joint-venture per la nascita di un nuovo soggetto produttore di Pvc (cloruro di polivinile). La joint-venture, che prevede una compartecipazione al 50% delle due realtà produttive, comporterà la fusione di tutte le attività europee di Solvay e Ineos.
L’operazione, come è chiarito in una nota stampa congiunta delle due aziende, «dovrebbe ottenere ricavi netti pari a 4,3 miliardi di euro». Inoltre, il nuovo soggetto ottenuto dalla fusione conterebbe «5.650 dipendenti in 9 paesi ed entrambe le aziende contribuirebbero con le loro tecnologie in tute le fasi della filiera produttiva del cloruro di vinile», si legge ancora nel documento. Una notizia, questa della joint-venture, che inciderà in modo evidente sulle sorti future dello stabilimento chimico di Rosignano Solvay, all’interno del quale Ineos è presente con la produzione di polietilene.
Cosa cambierà in via Piave. L’accordo siglato tra le due multinazionali porterà a una riorganizzazione all’interno del parco industriale rosignanese. Il nuovo soggetto che nascerà, prevedibilmente con l’avvio del 2014, dalla fusione di Ineos e Solvay e che avrà una denominazione diversa rispetto alle due aziende, acquisirà gli impianti che, all’interno dell’industria locale, rientrano nella filiera produttiva del Pvc. In particolare confluiranno nel nuovo soggetto gli impianti di elettrolisi, ricerca elettrolisi e clorometani. «Nella joint-venture - fanno sapere dallo stabilimento chimico locale - non includerà impianti che sono già di competenza Ineos».
Il passaggio dei dipendenti. Ovvio che insieme alle attrezzature passeranno alla nuova società, che sarà completamente indipendente da Solvay e Ineos, anche i lavoratori. Da una prima valutazione dei numeri, i dipendenti che all’interno dello stabilimento Solvay di Rosignano dovrebbero “migrare” sotto la nuova società sarebbero 85. Tutti da impegnare nella produzione del Pvc, dato che scopo della fusione, come si legge nella nota emanata dalle due multinazionali per annunciare l’operazione «è la creazione di un produttore di cloruro di polivinile tra i primi tre al mondo».
Dopo sei anni tutto a Ineos. La lettera di intenti firmata ieri prevede che la joint-venture abbia una durata che va dai 4 ai 6 anni, durante i quali Ineos dovrebbe acquisire la totalità delle quote di Solvay, per arrivare poi a divenire unico proprietario del nuovo soggetto che produrrà Pvc. Per questa operazione, come spiegato nella nota stampa emanata ieri, «Solvay riceverà un pagamento anticipato di 250 milioni di euro».
Perplessità dei sindacati. Nessun timore particolare da parte per l’operazione annunciata da parte dei sindacati Ineos. «L’accordo - dice Stefano Santini, Rsu Ineos - ci ha colto di sorpresa, ma per noi è importante che non si perdano posti di lavoro e che, come sembra, ci sia uno sviluppo del sito industriale di Rosignano».
Molto più cauti i giudizi dei rappresentanti sindacali Solvay, che oggi pomeriggio hanno in programma un incontro con i vertici di via Piave per capire come la joint-venture si ripercuoterà sullo stabilimento locale. «È vero che per la produzione del Pvc - dice Stefano Strabone, Rsu Uil per Solvay - la produzione della soda è fondamentale, ma questa operazione dà la sensazione che Solvay continui a lasciare rami di azienda». Analoga perplessità da parte di Rossella Vallini: «La notizia è stata una doccia fredda, a noi interessa il mantenimento dei posti di lavoro e vogliamo capire come sarà organizzata questa fusione».
Anna Cecchini
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