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«Volevo bene a Ilaria, eravamo felici»

«Volevo bene a Ilaria, eravamo felici»

Parla l’ex fidanzato, sotto torchio per ore e poi rilasciato: «Quando seppi che era lei, mi è cascato il mondo addosso»

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CASTAGNETO. «Ilaria era una persona fantastica. Le volevo bene e se ci fosse stata una possibilità forse sarei tornato con lei. Mi manca». Valentino De Filippo, 26 anni, è l’operaio della Lucchini sui cui in un primo momento si sono concentrate le attenzioni degli inquirenti. Giovedì, lo stesso giorno del ritrovamento del cadavere, lo hanno prelevato in fretta e furia dalla mensa aziendale. Erano circa le 20. Dopo neanche mezz’ora Valentino De Filippo veniva interrogato nella caserma dei carabinieri a Castagneto. È rimasto sotto torchio per almeno due ore. Non è mai stato iscritto nel registro degli indagati. «Ero di secondo turno e sarei dovuto uscire alle 22 – racconta – mentre mi trovavo a mensa sono arrivati i carabinieri. Volevano che li seguissi, mi hanno detto che dovevano restituirmi alcuni miei effetti personali ritrovati chissà dove. Era una bugia. Sapevo già che Ilaria era morta e sapevo anche che sarebbero venuti a cercarmi. Potevano risparmiarsela». Nato a Sarno, provincia di Salerno, ma da 21 anni in Toscana, Valentino De Filippo è conosciuto nel castagnetano. Anche se abita a Sassetta nel paese del poeta ha frequentato le medie e le elementari. Ilaria l’ha conosciuta attraverso amici in comune. Sono stati insieme un paio di mesi, circa due anni fa, ma si sentivano ancora. «Non so perché ci siamo lasciati, credo sia stata colpa dell’età – dice – qualcuno le ha messo in testa che era ancora piccola e mi ha lasciato; lei aveva 16 anni, io 24. Con la famiglia, però, ho sempre avuto un ottimo rapporto e credo che anche a loro sia dispiaciuto quando ci siamo allontanati. L’amavo». Valentino ha saputo che quel cadavere semi nudo trovato in un oliveto era Ilaria intorno alle 18 di giovedì scorso. «Ero al lavoro –continua – e già, attraverso i cellulari, i miei colleghi mi avevano informato che c’era stato un omicidio a Castagneto. Quando è stato pubblicato anche il nome e mi hanno detto che la vittima si chiamava Ilaria Leone mi è cascato il mondo addosso. Sono arrivato a mensa e non ho avuto neanche il coraggio di mangiare. Tempo due minuti e si sono presentati i carabinieri». Sebbene si fossero lasciati da tempo, Valentino e Ilaria si sentivano e vedevano spesso. «Quando, a Donoratico, uscivo di palestra intorno alle 22.30 lei si fermava a parlare con me mentre aspettavo l’autobus per Sassetta. Ci confidavamo le paure, ci chiedevamo come essere felici e ricordavamo le giornate trascorse insieme. Delle sue nuove conoscenze so poco o nulla. Però, dico che l’assassino di Ilaria non merita il perdono. La deve pagare».

«Dove eri la notte del delitto?», è la prima domanda che gli hanno rivolto i carabinieri in caserma. E lui ha risposto così: «Avrei dovuto vedermi con il mio istruttore di palestra, poi l’appuntamento è saltato e sono rimasto in casa a vedere la partita del Real Madrid. Non sono uscito».

Rino Bucci

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