Il Tirreno

Autocritica in consiglio comunale

Autocritica in consiglio comunale

«Non abbiamo fatto prevenzione». Il Pd propone la costituzione in parte civile

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CASTAGNETO. Un minuto di silenzio in ricordo di Ilaria Leone. Così si è aperto il consiglio comunale di ieri a Castagneto Carducci, mentre si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà verso la povera ragazza, che vedono la partecipazione della comunità di Santa Severina in Calabria, il paese di cui la famiglia è originaria. Le dediche nelle pagine dei social alle foto degli amici testimoniano il dolore di tutti. La medesima partecipazione è stata espressa dai vari referenti politici presenti in consiglio. Una sorta di “mea culpa” ha caratterizzato gli interventi dei vari consiglieri e della giunta comunale: «Non siamo stati in grado di prevenire, non si è fatto abbastanza». Dal Partito democratico esce la proposta di costituirsi parte civile accanto alla famiglia nella battaglia giudiziaria, perché l’uomo catturato e sospettato di essere l’omicida, Ablaye Ndoye, doveva essere espulso da tempo. «Sono arrabbiatissima – esordisce Luisa Fonzo, Pdl – è da anni che si parla di spaccio nel territorio, quello che è successo è intollerabile. Sono i miei figli a dirmelo, anch’io sono colpevole, tutti lo siamo. Se c’è un decreto di espulsione va fatto rispettare, tolleranza zero in questo senso». Determinata e netta anche la posizione di Sandra Scarpellini, della segreteria Pd: «È necessaria un’assunzione di responsabilità collettiva, una giovane donna è stata uccisa brutalmente. Non ci possiamo foderare gli occhi. Castagneto non è un’isola felice. Invito le famiglie, ad ogni modo, a responsabilizzare i commenti sui social network, bisogna fare molta attenzione a quello che viene scritto. Infine è molto triste non veder uscire senegalesi per strada in queste ore…». Parla di una grande prova per tutti e di una fase di cambiamento radicale Sinistra per Castagneto, che pone al centro la discussione sull’integrazione: «La vera risposta a tanta violenza – dice Paolo Francini – è proseguire il cammino di integrazione cominciato in questo comune tanti anni fa. Penso che potremo invitare il neo ministro all’integrazione Cecile Kyenge, aprire subito il contatto con la città di Thiaroye sur mer, con cui siamo gemellati, e fare un’assemblea aperta tra cittadini e comunità senegalese». «Credo che i ragazzi – conclude Benito Gragnoli – vadano sensibilizzati verso le forze dell’ordine. Al primo sentore di disagio, problematica o sospetto, devono recarsi negli uffici e segnalarlo. La prevenzione è tutto, in questo paese la microcriminalità incombe nelle famiglie, nei bar. Dobbiamo riflettere a fondo». «Un plauso alla compostezza della famiglia – ha aggiunto il sindaco Fabio Tinti – che ho visitato personalmente il 2 maggio scorso. C’è da dire che la questione non può restare tutta nelle nostre spalle, in tanti devono muoversi a livello nazionale. Dobbiamo interrogarci, si tratta di una ferita». Il giorno dei funerali sarà lutto cittadino.

Divina Vitale

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