Attenzione
Strappo nella Sinistra Sel agli alleati: «Scelte inopportune»
Sulla sostituzione di Franconi interviene Baldeschi «Decisione che comporterà una riflessione politica»
ROSIGNANO. La definisce una scelta «che non potrà non comportare una serie riflessione su questo tipo di rapporto politico».
Quello che si è consumato all’interno della coalizione della Sinistra rosignanese sembra sempre di più uno strappo definitivo. Mario Baldeschi, coordinatore Sel della Bassa val di Cecina, ha scritto ai segretari provinciali di Prc, Comunisti italiani e Sel, intervenendo sulla “sostituzione” del consigliere comunale Giorgio Franconi con Niccolò Gherarducci.
«La coalizione Sinistra per Rosignano - ricorda Baldeschi - con candidato a sindaco Giacomo Luppichini era sostenuta da Sinistra Democratica, Rc e PdC. SD, senza nessun consigliere comunale eletto, poi diventata Sel acquisendo la consigliera Nerina Monti, ha mantenuto vivo lo spirito della coalizione continuando a partecipare regolarmente alle riunioni del Coordinamento confrontandosi su tematiche locali e del consiglio comunale, iniziative politiche comuni, raccolta di firme su diversi referendum, nel rispetto delle relative autonomie, seppur a fronte di ricorrenti ed acidule punzecchiature nei confronti di Vendola».
Baldeschi fa poi presente che della richiesta di dimissioni di Franconi per favorire il rinnovamento «lo abbiamo saputo tempo fa, assistendo con grande disagio e per pura casualità ad una riunione, in cui in casa Federazione della Sinistra si discuteva della questione ed avendone poi pubblica conferma sul giornalino dei Giovani Comunisti».
Non solo, Baldeschi fa presente che «la querelle del capogruppo, la conseguente posizione critica e dissenziente di Luppichini nei confronti di questa decisione le abbiamo apprese in questi giorni dalla stampa». Una decisione che Sel contesta nella forma in cui è stata presa.
«Lungi da noi - scrive ancora Baldeschi - entrare nel merito della autonomia di Rc su questa scelta che ci permettiamo di ritenere improvvida e politicamente inopportuna ad un anno dalle elezioni amministrative, non possiamo non esentarci da rilevare che si è trattato di una decisione unilaterale e di cui, trattandosi di consiglieri comunali eletti con la coalizione con i voti anche di Sinistra democratica, sarebbe stato quantomeno corretto informare o consultare anche Sel nel rispetto reciproco dovuto ad alleati».
Poi la stoccata ai vertici politici. «Può darsi - scrive Baldeschi - che la linea della ringiovanita dirigenza politica ritenga tale la modalità di gestire i rapporti politici considerando gli alleati subalterni o valuti il partito, vedi coalizione, cosa loro e come tale agisca».
E infine una sorta di “avvertimento”. «Certo è - termina il coordinatore di Sel della Bvc - che tutto questo non potrà non comportare una seria riflessione su questo tipo di rapporto politico rischiando di influire negativamente, a livello locale, nel tentativo che nazionalmente sta avvenendo di ricomporre, sui principi propri della Sinistra, una aggregazione in grado di contrapporsi al dilagante e nocivo inciucismo filo-berlusconiano del governo Letta».
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