Attenzione
Crisi del mercato affitti Appello dei proprietari
L’Asppi si rivolge al presidente del consiglio: applicare l’aliquota Imu ridotta Chiesto anche lo slittamento al 2014 per la partenza della Tares
ROSIGNANO. Appello dei proprietari di appartamenti per salvare l'immobiliare e gli affitti dei più deboli. I rappresentanti dell’Asppi (piccoli e medi proprietari di immobili) della provincia livornese si rivolgono direttamente al presidente del consiglio.
«Sviluppare il mercato dell'affitto - scrive Sirio Grassi, presidente Asppi provinciale -, contrastare la crisi del mercato immobiliare, incentivare l'attività edilizia, soprattutto nel settore del recupero e della ristrutturazione, deve costituire una priorità per realizzare obiettivi di ripresa economica e di tenuta sociale anche a Livorno, in un rapporto virtuoso tra lo Stato, l'amministrazione comunale e la proprietà immobiliare dove la fiscalità immobiliare sia adeguata a principi di equità e di razionalità». Partendo da questi convincimenti, l'Asppi si rivolge al presidente del consiglio affinché il programma di Governo muova in questa direzione. Asppi indica le misure «da adottare per produrre localmente risultati concreti e un clima di fiducia e di aspettative positive fra proprietari di immobili, locatori e conduttori, operatori del mercato immobiliare, imprese».
Primo punto indicato da Asppi riguarda l’Imu: «confidando in una più complessiva revisione dell'Imu, è indispensabile ed urgente applicare l'aliquota ridotta del 4 per mille ai contratti di locazione a canone concordato che sono a rischio sopravvivenza con il venir meno di fatto dei vantaggi fiscali che ne hanno accompagnato l'istituzione». Questi contratti, secondo Asppi, costituiscono anche nella nostra zona l'unico strumento esistente per calmierare il mercato a favore degli inquilini più deboli.
Asppi chiede anche lo slittamento al 2014 dell'entrata in vigore della Tares (il nuovo tributo sui rifiuti). Tale richiesta «è motivata, fra l'altro, da una ragione di fondo: il parlamento riesamini e corregga i meccanismi del tributo, che sono pesantemente iniqui. La maggiorazione per finanziare i servizi indivisibili dei Comuni era stata prevista in una situazione che escludeva le abitazioni principali dal pagamento dell'Imu e rappresentava una modalità discutibile, ma motivata, per far contribuire i residenti alla copertura dei costi di tali servizi. Ma ora, con l'Imu estesa alle abitazioni principali, tale maggiorazione non ha più motivazioni ragionevoli».
I proprietari di immobili chiedono anche lo scorporo della riforma del Catasto dalla delega fiscale varata dal precedente Governo e la proroga dei termini per le detrazioni fiscali relative alle ristrutturazioni edilizie e al recupero di efficienza energetica degli immobili. «Questo provvedimento - conclude Grassi - incentiverebbe, come si è visto fino ad ora, una consistente mobilitazione di investimenti privati e darebbe un forte impulso all'attività delle imprese, soprattutto piccole e medie».
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