Sicurezza
«Contento che l’abbiano preso, ma ho un senso di colpa»
CASTAGNETO. Il paese è sotto choc, tutti cercano spiegazioni, che non arrivano, per dare un senso ad un atto così terribile. Alla pizzeria ristorante La Gramola, da due giorni, è un via vai...
CASTAGNETO. Il paese è sotto choc, tutti cercano spiegazioni, che non arrivano, per dare un senso ad un atto così terribile. Alla pizzeria ristorante La Gramola, da due giorni, è un via vai incessante di giornalisti e curiosi. Tanto che i dipendenti si mostrano stremati e anche il titolare Francesco Marzocchi chiede un po’ di silenzio. Lui che in qualche modo, alla fine di tutto, si sente coinvolto per aver avuto a lavorare nel suo locale, la sera dell’omicidio, proprio lei, Ilaria Leone.
«Sono contento che abbiano trovato il colpevole – dichiara con il cuore in gola – ma un sentimento di colpa, in qualche modo, mi pervade. Lei era qui quella sera. Io la conoscevo da poco, lavorava per me da appena 20 giorni come aiuto cuoca, come potevo immaginare…». Marzocchi l’ha vista allontanarsi, come ogni sera, dopo il lavoro.
«Sì verso le dieci, è uscita. Solitamente si cambiava gli abiti da lavoro nello spogliatoio, ma quella sera non ricordo, non c’ho fatto caso». Poi la passeggiata che l’ha condotta incontro alla morte. «Abbiamo saputo dei sospetti la mattina dopo, - continua Marzocchi - il maresciallo è venuto a interrogarci sui suoi movimenti e la conferma è giunta attorno alle 17 quando la famiglia ha riconosciuto il corpo. Siamo tra gli ultimi ad averla vista viva. Ci sentiamo molto vicini alla famiglia e ci auguriamo che presto tutti riescano, in qualche modo, a riacquistare la pace perduta. Anche se mi rendo conto che sarà molto difficile. Questa vicenda lascerà un segno indelebile nel paese e nei suoi abitanti». E sul 34enne senegalese in arresto solo poche parole. «Non è certo una questione di colore – conclude – il problema è la testa.» (d.v.)
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