Il dolore
Comunità senegalese e giunta: «Una ferita per l’integrazione»
DONORATICO. «La comunità senegalese è vicina alla famiglia della vittima. Siamo addolorati per quanto accaduto». Diop Diogal, esponente della comunita senegalese di Castagneto è turbato. Lui, che...
DONORATICO.
«La comunità senegalese è vicina alla famiglia della vittima. Siamo addolorati per quanto accaduto». Diop Diogal, esponente della comunita senegalese di Castagneto è turbato. Lui, che rappresenta la faccia buona e di successo dell’integrazione (da vu cumpra a imprenditore balneare all’Acacia) stenta ancora a credere che un suo connazionale possa essersi macchiato di un simile omicidio. «Conoscevo poco Ablaye: è qui da molto tempo ma non aveva una dimora fissa, stava un po' a Castagneto un po' a Donoratico. Sappiamo solo che non lavorava e che non era “sano di testa”. Abbiamo parlato con sua madre: è addolorata. Non erano in buoni rapporti e non si vedevano da tempo. Aspettiamo però di vedere se davvero è stato lui ».
Ora si teme che quanto accaduto possa incrinare i buoni rapporti che la comunità senegalese di Donoratico (circa 400 persone) ha saputo costruire in questi anni con un atteggiamento riservato e improntato al lavoro. «Si tratta di un episodio gravissimo ma isolato, compiuto da un ragazzo che non è completamente a posto – prosegue Diop – Siamo i primi a essere affranti ma non si può addossare la colpa dell’omicidio all’intera comunità senegalese. Mi auguro che gli italiani lo capiscano. Siamo qui da molti anni e insieme all’amministrazione e alle associazioni abbiamo fatto tante belle cose».
Anche il procuratore Francesco De Leo ha parlato del contributo fornito alle indagini dalla comunità africana che avrebbe piacere di testimoniare il proprio rammarico ai familiari di Ilaria Leone: «È un atto a cui stiamo pensando – racconta Diop – Ma il fatto è ancora troppo fresco e non vogliamo creare disagio. Per cui aspetteremo un po’ e, se familiari vorranno, andremo ad incontrarli».
Parlano anche gli amministratori comunali di Castagneto. La giunta di Fabio Tinti ha affidato a un comunicato il proprio commento sulla vicenda: «Abbiamo appreso la notizia del fermo di una persona di origine senegalese. Colui che sarà accusato dell'omicidio della nostra concittadina ha compiuto una ignobile e atroce azione, spezzando una giovane vita, ed ha, nello stesso tempo, inferto un colpo micidiale al percorso di integrazione sociale e culturale che questa comunità tutta ha costruito negli anni. Castagneto non ha conosciuto soltanto un senegalese che - se confermato - ha tolto la vita a una splendida ragazza, ma anche, qualche estate fa, un altro giovane senegalese insignito della cittadinanza onoraria perché morto per salvare un'altra vita».
Gianni Parrini
ALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 2-3
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google