Il Tirreno

LA REPLICA DELL’AUTISTA

Autobus in anticipo? «Massimo un minuto»

CECINA. «L’autobus in anticipo? Al massimo di un minuto». Qualche giorno fa abbiamo dato spazio sul nostro giornale alla protesta di un genitore, Andrea De Marco, il quale denunciava il passaggio...

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CECINA. «L’autobus in anticipo? Al massimo di un minuto». Qualche giorno fa abbiamo dato spazio sul nostro giornale alla protesta di un genitore, Andrea De Marco, il quale denunciava il passaggio anticipato del bus scolastico e lamentava il conseguente disagio per gli studenti e le loro famiglie. Ora l’autista di quello scuolabus prende la parola per un chiarimento. «Sono la dipendente di Ctt Nord citata nel vostro articolo – spiega, fornendo solo il numero identificativo e non il nome – Come ho cercato di far capire al signore tutte le vetture in servizio (comprese le più vecchie) "ex Atl" sono dotate di un sistema avanzato di rilevamento Gps che durante la marcia, in tempo reale, attraverso uno schermo, notifica eventuali differenze orarie rispetto alla tabella di marcia ufficiale, la quale ovviamente corrisponde agli orari affissi alle fermate. Quando il signore mi ha fatto notare, urlando e agitando un cellulare, che secondo lui viaggiavo con 5 minuti di anticipo, gli ho detto che questo non era possibile perché riscontravo che l'ora riportata dallo strumento corrispondeva a quella prevista in tabella nel luogo in cui ci trovavamo, che quindi il mio percorso era stato regolare fino a lì e che probabilmente il suo cellulare non riportava l'ora in modo corretto. Ovvio che la presenza di un simile strumento non serve a evitare il problema della non perfetta sincronizzazione dei singoli orologi. Ma tutto si riduce a questo».

L’autista prosegue spiegando che il passaggio alla fermata del signore forse è avvenuto con un minuto di anticipo, ma non di più. «Sebbene il signore e il vostro articolo parlino di "bambini lasciati a piedi", alla fermata precedente alla sua ne sono saliti tre, dove sale la figlia del signore ne sono saliti altrettanti, altri quattro alla successiva e così via arrivando anche con qualche minuto di ritardo a scuola».

«Come conducente vorrei precisare che alzarsi la mattina alle 4 per poi lasciare l'utenza a piedi non fa parte del mio modo di lavorare, figuriamoci dei bambini piccoli. Quando un bambino sul bus ti chiede: “Perché urla il signore, mi fa paura!”, l'unica risposta che puoi dargli è: “Urla perché non sa comunicare in altro modo, non devi aver paura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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