Finanza
Scuole e asili, voti bassi Le pagelle degli edifici
Ascensori, caldaie e quadri elettrici: ecco lo stato di salute degli immobili Ma il consigliere Villani non è soddisfatto: «Risposte evasive dal Comune»
CECINA. Scuole e asili, poche luci e molte ombre. Nell'ultimo consiglio comunale l'assessore alla qualità del territorio Michela Ghezzani ha presentato uno schema nel quale si dà conto della sicurezza dei vari edifici comunali sulla base della presenza (o meno) dei certificati antincendio, delle prove di staticità, del collaudo dei quadri elettrici, ecc. La questione era stata sollevata da un'interrogazione del consigliere di Fratelli d'Italia Francesco Villani, dopo i fatti della Boschetti-Alberti. Ne è uscita fuori una sorta di pagella dei 35 edifici presi in considerazione e il quadro risultante non è certo dei migliori: pochi gli istituti promossi a pieni voti (in pratica solo la Guerrazzi), molti quelli rimandati o in attesa di adeguamenti e certificazioni. Tante anche le risposte non soddisfacenti.
Lo screening. Sono 35 gli edifici presi in considerazione. Vi sono quattro asili e undici scuole (vedi tabella), poi la biblioteca, la piscina comunale, il palazzetto dello sport, gli uffici comunali, la ludoteca, il bocciodromo, il teatro, villa Guerrazzi. Per quanto riguarda la verifica della messa a terra e protezione contro le scariche atmosferiche (dpr 462/01) sono solo 8 gli edifici con le carte in regola, 13 quelli in cui l'incarico di revisione deve essere affidato o per i quali sono necessari lavori di adeguamento. Per gli altri non è stata fornita risposta. Per quanto riguarda il tema caldaie, la tabella riporta solo l'ente a cui è stata affidata la gestione (ad esempio Cofely) ma non dice niente sulle verifiche effettuate. Poco esaustiva anche la colonna numero 3, in cui si dovrebbe dar conto dei controlli sui quadri elettrici e gli impianti meccanici. «Non vi è l'obbligo del collaudo o della certificazione periodica», scrive l'assessore nella risposta presentata in consiglio. La voce relativa ai certificati di prevenzione incendi (Cip), invece è più completa, ma il quadro continua ad esser fosco: solo 3 impianti ne sono in possesso (la scuola Guerrazzi, la piscina comunale "Aldo Moro" e la Galilei), 17 edifici sono in attesa dell'affidamento della pratica, 11 non necessitano del Cip.
La reazione. Il consigliere Villani non è per niente soddisfatto delle risposte dall’assessore. «Ne mancano la metà e quelle fornite sono poco chiare – spiega – Riguardo alle verifiche sui collaudi statici, ad esempio, si dice solo che gli edifici costruiti dopo il 1971 sono in possesso dell’agibilità ma non si specifica se sono state fatte ulteriori verifiche. Risposta evasiva anche quella relativa ai controlli sugli estintori antincendio: secondo l’amministrazione sono a carico dei circoli didattici o di chi ha in gestione la struttura. Stesso discorso per le caldaie. Credo che il Comune dovrebbe essere più informato».
Gianni Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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