Il Tirreno

«Perché attacchiamo i potenti»

di Rino Bucci
«Perché attacchiamo i potenti»

Dal rigassificatore ai fusti tossici: un hacker di Anonymous sul sabotaggio del sito del Comune

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CECINA. È la maschera di Guy Fawkes ma potrebbe essere la mela che copre il viso dell’uomo con la bombetta di Magritte o una delle identità dei personaggi pirandelliani. Non divulga informazioni personali e non rivela la sua identità. Dice solo che ha un’età compresa tra i 20 e i 30 anni e lavora come infermiere ma si intuisce l’accento del nord. Quando è a casa, si trasforma in uno dei componenti di spicco di Anonymous Italia.

Tra i vari nomi di battaglia ha scelto quello di un rivoluzionario, Ludovico Rossi, non usa il cellulare e scrive solo su chat protette. Lui è uno degli hacker che una settimana fa ha attaccato i siti dei Comuni di Livorno e Rosignano, di Asa, del porto di Livorno, della Grimaldi. Ha divulgato informazioni sensibili e mandato in «tango down» (offline) diversi siti istituzionali. Solo per questo rischia una condanna penale ma non gli manca il coraggio di esporsi in un’intervista.

«Abbiamo pianificato questo attacco – racconta – perché il nostro mare è inquinato. La costruzione di un rigassificatore a Livorno, la dispersione dei fusti tossici dall’eurocargo Venezia e le attività industriali di Lucchini e Solvay mettono a rischio le nostre acque. I cetacei muoiono e noi attacchiamo i potenti, chi governa. E se non ci saranno cambi di rotta attaccheremo ancora e lo faremo presto».

È consapevole che la divulgazione dei dati sensibili in realtà ha danneggiato molti cittadini. Ma è convinto che fosse «un gesto necessario».

Poi entra nei dettagli tecnici. «Violare i siti dei Comuni di Rosignano e Livorno – dice – è stata una passeggiata. Non hanno alcuna protezione sufficiente, sembrano progettati da un ragazzino di 15 anni. All’attacco hanno partecipato circa 70 hacker italiani e in poco tempo i dati sono stati prelevati». Il Comune di Rosignano ha sporto denuncia alla polizia postale per violazione della privacy. «Anche se corro grossi rischi – continua – non sono stato mai rintracciato e penso che il gioco valga la candela. Anzi, in alcune circostanze membri di Anonymous sono stati contattati dalla polizia per consulenze e da nostre segnalazioni, soprattutto sulla pedofilia, sono state avviate indagini».

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