Sicurezza
La riorganizzazione? «Gestita malissimo»
Dibattito del Pd. Difesa della delibera regionale ma accuse alla direzione Asl 118, guardie mediche, chirurgia: cosa cambierà per la sanità sul territorio
CECINA. L'ospedale di Cecina? «Sosterremo il documento dei sindaci», afferma Marco Ruggeri, capogruppo Pd in consiglio regionale. Ma avverte: «Purtroppo si è perso tempo in questa fase anche per i rapporti logorati tra sindaci e direttore generale. Da giugno prossimo, tuttavia, la dottoressa Calamai va a Careggi, arriverà un nuovo direttore generale. E' anche con lui che si dovranno discutere queste proposte».
Difende le azioni di riordino dei servizi sanitari regionali contenute nella delibera 1235 della Regione Toscana, ma non si nasconde quando c’è da esprimere valutazioni. Il suo è un giudizio tranchant a proposito della riordino nell’Asl 6 che, dice, "è stata gestita malissimo". Ruggeri, insieme a Simone Naldoni consigliere regionale responsabile sanità del Pd, ascolta una platea molto preoccupata per il futuro del nostro ospedale, elenca alcune criticità ma ribadisce che - con questi chiari di luna - la Regione deve trovare 700 milioni e la riorganizzazione è l'unica strada perseguibile. Che costa sacrifici.
All'incontro organizzato dal Pd livornese all'auditorium di via Verdi, anticipato da una relazione del segretario territoriale Samuele Lippi, sono presenti in sala i sindaci Benedetti (Cecina) e Marini (Bibbona), gli assessorij al sociale di altri comuni della Bvc, rappresentanti del comitato cittadino, politici e alcuni operatori sanitari. Sia Lippi che Ruggeri mettono il dito nel rapporto malato tra aziende ospedaliere ed Asl, con le prime nel mirino. «Il rapporto qualità-prezzo delle aziende ospedaliere non è più sostenibile. Si incrementa la bassa specialità per questioni numeriche e ciò va a scapito di servizi erogati nelle Asl. Occorre intervenire, anche a costo di scontentare qualche potere forte», dicono Ruggeri e Naldoni. Intanto, però, in sala si fa notare (lo dice il cardiologo Venturini) che non può essere solo il problema delle aziende e dell’università a pesare sulla sanità toscana. Emergono le preoccupazioni per la centrale unica di 118. «Si discute se tre o una, ma questo non è il problema. L’importante è che ci sia una centrale di back up», dice Ruggeri». E’ un problema di personale, non di risposta nei servizi». «Già scelto Viareggio? Non mi risulta». Ma sui tagli alle postazioni (uno tra Rosignano e Cecina) la discussione si accende. Come sul nuovo ospedale di Livorno? Perché spendere soldi se non ci sono? Ruggeri replica: «L’ospedale attuale costa in manutenzioni molto di più di quello che si farà. E poi il finanziamento non pesa sui capitoli di bilancio e spesa». Il rischio però che si tagli a Cecina non è un’ipotesi. Pensiamo alla chirurgia o alla maternità. Siamo sotto i 1000 parti (800) previsti alla delibera. Ruggeri suggerisce: «Perchè non guardare verso Volterra?». Pontedera lo sta già facendo.
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