Proteste
Ospedale, ok al documento dei sindaci
Ma la mozione di Cecina Insieme spacca l’opposizione. Gasperini: «Ecco perché non l’ho ritirata»
CECINA. L’aula si divide sulla mozione presentata da Gasperini e Marzini (Cecina Insieme). La votano, infatti, solo Rindi e Musotto. No Cecconi, Castellacci del Pdl. E Villani di Fratelli d’Italia. Non la vota la maggioranza: Pd e Idv. Una spaccatura che matura dopo un acceso dibattito. E dopo che Francesco Musotto, consigliere del gruppo misto, aveva ritirato il proprio documento ritenendolo “assorbito” nella delibera dei sindaci della Bassa val di Cecina con i famosi 11 punti da sottoporre alla Regione. Provvedimento, quest’ultmo, che è invece passato (come era auspicabile alla vigilia) a grande maggioranza, votato dallo stesso Gasperini. E che una volta approvato nei consigli dei 10 comuni della Bassa Val di Cecina prenderà la via di Firenze.
Il consigliere di Cecina Insieme ha spiegato i motivi per cui non ha voluto ritirare la mozione, come gli avevano chiesto nell’ordine Costantino, Gentili, Bertolini e Imbroglia. «Condivido il documento dei sindaci, ma chiedo che sia integrato con queste osservazioni: un deciso no alla riduzione dei posti letto, dovrebbero essere 306 sono 135. Un no ai 380mila euro per i palmari in cardiologia. Un no all’Asl e alla Regione che non hanno prodotto Pal e Piano sanitario regionale. Un no alla chiusura delle sale operatorie». Queste le condizioni che Gasperini sostiene per arricchire il documento.
Il sindaco Benedetti risponde: «Dieci documenti non possono avere la forza di uno. Questo è il percorso intrapreso». E Costantino gli fa eco: «Una delibera ha indubbiamente più forza di una mozione. Tanto più che il nostro documento finirà direttamente alla quarta commissione regionale». Intervengono Musotto, Castellacci, Villani. Dalla maggioranza Gentili (Pd) chiede a Gasperini di desistere. Ma il consigliere non cede: «380mila euro non sono una virgola», replica al capogruppo Pd. Il risultato, tuttavia, è che la mozione di Cecina Insieme finisce con lo spaccare il centrodestra: Musotto e Rindi la votano, Villani, Cecconi e Castellacci no. Unità che poi è ritrovata quando si vota sul testo dei sindaci e del comitato.(a.r.)
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