Il dolore
Spese comunali, è paralisi funziona solo il “fai da te”
Investimenti bloccati, appalti pagati a singhiozzo, tutto procede con lentezza L’assessore Mansani: «Abbiamo solo le nostre forze, sempre più ridotte»
CECINA. I tetti delle scuole collassano, gli interventi programmati vengono rimandati e per risistemare le strade serve tempo. La ragione la conosciamo: «I soldi ci sono ma non si spendono. Colpa del patto di stabilità». Per stessa ammissione dell’assessore al bilancio, Monica Mansani, «tutti gli investimenti sono bloccati». Il Comune, ormai, è un golem: si muove lento, a fatica, per stanziare i nuovi interventi e paga gli appaltanti a singhiozzo. Ormai si va avanti con l’ordinaria amministrazione: pagamenti utenze, stipendi e beni di prima necessità (carta, toner, ecc).
Il fai da te. Il resto è affidato al “fai da te”. Nell’impossibilità di aprire bandi pubblici a palazzo civico è stato deciso di utilizzare gli operai per gli interventi di muratura e manutenzione. Si costruisce con le braccia che ci sono in casa. Così, se per le rotatorie in via della Circonvallazione, qualche anno fa, era stato aperto un bando, per quella recentemente installata su via IV Novembre c’hanno pensato, prima i tecnici dell’ufficio progettazione, poi i vigili per i rilievi e i dipendenti per preparare il manto e l’infrastruttura. «In questo momento non siamo più in grado di aprire gare importanti – dice Mansani – e dobbiamo andare avanti con le nostre forze». In un solo anno (dal 2012 al 2013) il numero dei dipendenti è sceso da 182 (più sei assunzioni stagionali) agli attuali 167. Manca il personale: la recente apertura del Suap (Sportello unico attività produttive) all’ufficio commercio, per esempio, avrebbe consigliato un’assunzione in più. Ma non ci sono margini. All’emergenza si somma anche il malumore di una parte dei dipendenti che, in questi mesi, hanno subìto tagli agli straordinari nei giorni di reperibilità. Il fatto trova conferma nei comunicati inviati dalle rappresentanze sindacali.
Meno un milione. Tra meno di due settimane dovrà essere approvato il bilancio di previsione. E su questi numeri ruotano tutte le speranze dell’amministrazione, ma non c’è da farsi troppe illusioni: non ci sarà la grande ripartenza degli investimenti. Si cercherà piuttosto di tappare le falle già aperte, a partire dal tetto dissestato delle Boschetti Alberti e dal palacongressi. «Rispetto al 2012 – dice Mansani – abbiamo calcolato un taglio alle risorse dal governo di circa un milione di euro. Se ci andrà bene e verranno utilizzati parametri diversi la sforbiciata sarà di 300mila euro». Il sogno nel cassetto per il 2013 sarebbe l’inaugurazione del centro polivalente di via Ambrogi ma resta all’orizzonte. Le spese. Quanto spende in media palazzo civico per le varie voci in capitolo? Il riferimento può essere fatto solo per l’ultimo bilancio chiuso. Nel precedente esercizio sono stati spesi 6 milioni e 617mila euro per 182 dipendenti e 6 stagionali (quest’anno saranno un po’ meno visto il decremento), altri 109.649 euro sono usciti per le utenze telefoniche fisse e mobili (cellulari assessori e reperibilità), 73.235 euro per la cancelleria (carta, toner e affini) e 421.223 euro per le manutenzioni ordinarie (tra giardini, scuole, verde pubblico e cimiteri).
Sforare il patto? Alcune amministrazioni, per non arrivare alla paralisi, hanno deciso di sforare il patto di stabilità e sbloccare qualche risorsa, a Cecina non accadrà. «Non è un atto di coraggio – dice Mansani – noi non sforeremo mai. Anche se il settore non gode di buona salute».
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