Il Tirreno

Sciopero degli scuolabus Gli autisti: «Non ci pagano»

Sciopero degli scuolabus Gli autisti: «Non ci pagano»

Protesta dei lavoratori della ditta Falaschi davanti all’ex palazzo civico I dipendenti insistono che sia il Comune a garantire le loro retribuzioni

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ROSIGNANO. “Grazie Comune. Venti famiglie sono in difficoltà”. Con questo slogan, scritto a caratteri rossi su due lenzuoli sistemati davanti all’ex palazzo civico in via dei lavoratori, gli autisti degli scuolabus hanno manifestato tutto il loro malcontento contro la ditta Falaschi e contro il Comune.

Ieri, dalle 12 alle 16, era in programma lo sciopero degli autisti, che da un anno fanno presente come la Falaschi, che ha vinto la gara di appalto indetta dal Comune per affidare il servizio di trasporto scolastico, non paghi regolarmente i loro stipendi. Dopo mesi di proteste, i lavoratori hanno deciso di incrociare le braccia e scendere in strada per far conoscere ai cittadini la loro situazione. Così ieri dopo mezzogiorno hanno organizzato un presidio in via dei lavoratori, consegnando volantini ai passanti.

I motivi delle loro lamentele sono legati ai ritardi continui nei pagamenti degli stipendi, la decurtazione di due voci retributive (soste e buoni pasto). I dipendenti hanno fatto presente la necessità che sia il Comune a sostituirsi alla Falaschi per assicurare i pagamenti. «Tra l’altro a fine febbraio - spiega Mirko Betti della Uil, che segue il caso degli autisti - ho fatto presente alla Direzione provinciale del lavoro che l’azienda non era in piena regolarità contributiva e retributiva, e quindi sarebbe spettato all’amministrazione interrompere il pagamento delle rate alla Falaschi e dare i soldi agli autisti. La Direzione del lavoro mi ha dato ragione, ma il Comune non ha bloccato le arte all’azienda».

Tra l’altro, sul fronte pagamenti la situazione non è migliorata: «C’è il rischio - dice ancor «Betti - che le ultime buste paga non siano regolari, pare che almeno una non abbia il numero di riconoscimento, e questo non è regolare».

Stanchi di non essere pagati gli autisti dei bus gialli, se la situazione non cambierà, hanno in mente di organizzare altre proteste per le prossime settimane. (a.c.)

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