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Posti in piedi al Fitto alla serata dei renziani

Posti in piedi al Fitto alla serata dei renziani

Tantissima gente all’incontro organizzato da Cecina Adesso per parlare di turismo e promozione

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CECINA. Al Fitto venerdì sera i renzianidi Cecina Adesso hanno conseguito un successo di partecipazione oltre le aspettative. Si discuteva di turismo e la presenza di molti addetti ai lavori era scontata. Ciò che è risultato imprevedibile è stata la presenza massiccia di quadri e dirigenti locali e livornesi del Pd. Difatti insieme agli assessori al turismo Pacini e Pieraccini, c'erano i rappresentanti non solo renziani di Collesalvetti, di Livorno, di Castagneto, nonché il segretario provinciale Pd Lippi e quello comunale Meini. A un certo punto la sala non riusciva a contenere le presenze e molti, approfittando della serata tiepida, sostavano all'esterno. Era facile intuire che nel dramma che a livello nazionale il Pd stava vivendo, dopo il fallimento della candidatura Marini alla presidenza, l'area di Matteo Renzi diventava sempre più interessante. Facevano gli onori di casa Luigi Valori e Valentina Costagli.

Quest'ultima ha introdotto la discussione con riferimenti sia alle vicende nazionali che alle sorti locali della vita economica. Alla sua attenzione le questioni della tassa di soggiorno, della destagionalizzazione, del turismo sportivo ed enogastronomico.

Subito dopo Valori apriva il dibattito invitando i rappresentanti delle categorie ad esporre i loro problemi e così Pietro Campanelli, in rappresentanza delle associazioni di Marina, rispondeva all'invito facendo riferimento alle «potenzialità inespresse di Cecina-mare». E puntava il dito su «ufficio turistico che non funziona», su «spiagge e pinete non in ordine», su «assenza di bagni pubblici». Ma l'attacco più di fondo veniva rivolto a un «territorio non promosso» a «simbiosi tra mare e città da cui non si sa trarre vantaggio» e «all'assurda diatriba tra commercio della città e le associazioni marinesi». Infine la critica all'amministrazione condensata nella domanda «quanto viene speso per le strutture turistiche» a cui si fornisce la risposta di «netta insufficienza».

Più tardi cercheranno di rispondere alle critiche di Campanelli tanto Pacini, assessore provinciale, quanto il suo omologo comunale Pieraccini. «O siamo bravi a stare sul mercato della domanda di tipo nuovo del turista o siamo tagliati fuori» diceva Pacini. Il che per lui vorrebbe dire che si deve operare alla «valorizzazione dell'ambiente» e che le qualificazioni delle strutture turistiche debbono superare «i mezzi arcaici da anni 60 e 70». Ecco l'importanza per Pacini di pervenire alle «aggregazioni tra soggetti privati», alle «economie di scala a monte e a valle». Criticava a sua volta la conduzione nel territorio della tassa di soggiorno che vorrebbe di scopo. Pieraccini a sua volta proponeva di «vendere un'intera zona» non un singolo Comune e cercava di difendere l'operato della sua amministrazione rivendicando un'opera di «coordinamento delle associazioni al fine di superare i disaccordi e i campanilismi».(c.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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