Il dolore
Otto mesi per l’ecografia a un braccio
Protesta di un cittadino: «Per accorciare i tempi mi hanno detto che c’era posto a metà luglio all’Elba, un’assurdità»
ROSIGNANO. Otto mesi di attesa per una banale ecografia sottocutanea ad un braccio, negli ambulatori specialistici dell’ospedale di Cecina. E tutto questo pagando un ticket di 58 euro. I tempi che i cittadini sono costretti ad attendere per molte prestazioni sanitarie continuano ad essere uno dei punti deboli dell’assistenza sanitaria all’ospedale di Cecina e più in generale dell’intera Asl 6. Tant’è che in tanti, alla fine, decidono di effettuare le visite rivolgendosi a specialisti che lavorano privatamente.
Anche perché, come si sta facendo notare da più parti, alla fine il costo del ticket che i pazienti si trovano a pagare nella sanità pubblica molte volte è uguale se non addirittura inferiore alla parcella richiesta dal professionista privato.
È quanto, di fatto, è accaduto pochi giorni fa quando un residente di Vada si è recato allo sportello del Cup per prenotare una visita specialistica che gli era stata prescritta dal medico di famiglia. «Si trattava – racconta – di eseguire una semplice ecografia a un braccio. Mi è stato detto che se volevo eseguire l’esame negli ambulatori di Cecina il primo posto libero era a metà dicembre, ossia tra otto mesi. Se volevo accorciare un po’ i tempi potevo recarmi agli ambulatori dell’ospedale di Portoferraio. Lì c’era un posto per metà luglio». L’uomo è rimasto senza parole, perché pensava che per una prestazione diagnostica senza particolari difficoltà i tempi di attesa sarebbero stati minimi.
Infine, ciliegina sulla torta, il ticket da pagare: 58 euro «e questo nonostante che la mia fascia di reddito non sia la più alta». Pieno di stupore, ma soprattutto con l’amaro in bocca, il paziente si è ripreso in mano la richiesta ed ha deciso di rivolgersi a un privato: «tanto la visita mi verrà a costare uguale o addirittura meno rispetto al ticket da pagare e i tempi di attesa saranno di pochissimi giorni».
Al di là di tanti giri di parole, di tante promesse di riorganizzazione fatte dall’azienda sanitaria, questi sono i fatti nudi e crudi: attese improponibili al limite dell’assurdo soprattutto per chi attende una diagnosi. Otto mesi per una ecografia, altrettanti per un ecocolordoppler e così via.
Servizi lumaca che oltretutto i cittadini sono costretti a pagare caro, visto l’importo dei ticket per le prestazioni. Anche per un semplice esame del sangue.
Insomma, il nodo più evidente per la sanità locale sono proprio queste liste di attesa fiume, soprattutto per alcune branche specialistiche.
E ciò non solo per esami complessi e a costo elevato, come possono essere Tac o risonanze magnetiche, ma anche appunto per prestazioni semplici e di routine, quali un’ecografia.
E dire che dallo scorso ottobre, quando fu cancellato il servizio di radiologia che veniva offerto nel distretto di Rosignano, l’Asl assicurò un potenziamento del servizio di ecografia. Potenziamento che evidentemente non pare esserci stato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
