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Un secco no a coltivazioni fatte con Ogm

ROSIGNANO. La Rete semi rurali, di cui fanno parte 18 associazioni, sostiene, facilita, promuove il contatto, il dialogo, lo scambio e la condivisione di informazioni e iniziative tra quanti...

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ROSIGNANO. La Rete semi rurali, di cui fanno parte 18 associazioni, sostiene, facilita, promuove il contatto, il dialogo, lo scambio e la condivisione di informazioni e iniziative tra quanti affermano i valori della biodiversità e dell'agricoltura contadina e si oppongono a ciò che genera erosione e perdita della diversità e all'agricoltura mineraria basata sulla monocultura intensiva e sulle colture geneticamente modificate. Quello degli ogm viene ora considerato un autentico pericolo.

Il gruppo Coltivare condividendo ha osservato come qualche mese fa una sentenza della Corte europea e una fortissima pressione delle multinazionali sementiere sugli organi comunitari abbia di fatto dato il “via libera” alla coltivazione di alcune varietà di organismi geneticamente modificati anche nelle nazioni in cui erano banditi.

Quasi tutti i Paesi europei hanno adottato la “clausola di salvaguardia” che blocca, a livello nazionale, questa “liberalizzazione” e di fatto hanno vietato ogni coltivazione ogm. In Italia però ciò non è stato fatto nonostante le Regioni abbiano ne chiesto il blocco, e della questione non si parla affatto. (f.c.)

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