Il Tirreno

Ricevitoria condannata a un maxi risarcimento

di Alessandro De Gregorio
Ricevitoria condannata a un maxi risarcimento

Sentenza della Corte dei conti: tre baristi dovranno restituire oltre un milione di euro allo Stato per il mancato versamento delle giocate del lotto. Già pronto il ricorso in Cassazione

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VADA. Giocate del lotto non versate nelle casse dei Monopoli di Stato per oltre un milione di euro. Soldi che ora madre e figli dovranno restituire dopo essersi visti revocare la licenza. La Corte dei conti infatti ha condannato tre persone al pagamento, in via solidale, in favore dell'Aams (Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato), della somma di 1.174.777,60 euro oltre a rivalutazione e interessi. I tre sono stati giudicati lo scorso 6 marzo ma la sentenza con le motivazioni è stata pubblicata ieri.

La ricevitoria del lotto in questione è, anzi era, quella all'interno del bar Italia, a Vada. Nel gennaio dello scorso anno l'ufficio regionale per la Toscana e l'Umbria dell'Aams aveva inviato un'informativa alla Procura della Repubblica e ad aprile aveva depositato una citazione nella cancelleria della Corte dei conti. L’inchiesta penale è ancora aperta mentre quella della magistratura contabile è sfociata appunto nella sentenza di cui stiamo parlando, contro la quale è già preannunciato ricorso in Cassazione da parte degli imprenditori.

Stando a quanto è emerso la titolare della ricevitoria aveva omesso versamenti relativi ai proventi delle giocate. Dai successivi accertamenti erano emerse irregolarità riferibili anche a cospicue vincite in favore dei figli. La concessione dunque era stata revocata mentre ulteriori accertamenti avevano portato alla luce movimentazioni bancarie di ingenti somme di denaro operate dai due figli (privi di significativi redditi) in favore di Lottomatica S.p.A., aventi come causale «acconto sui proventi della ricevitoria» o «saldo settimanale contabile». Così era stato disposto un sequestro conservativo su beni immobili, su quelli mobili registrati e sulle disponibilità finanziarie dei due fratelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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