Il Tirreno

Recupero dell’Ici evasa è polemica sul premio

di Divina Vitale

I dipendenti dell’ufficio tributi ricevono un incentivo di 6mila euro per i risultati Ma il consigliere Gragnoli attacca: «Non mi sembra si portino il lavoro a casa»

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CASTAGNETO CARDUCCI. Il discorso è semplice: i dipendenti dell'ufficio tributi e il capo area ricevono "incentivi" per buona condotta sul recupero evasione Ici. L'attribuzione è prevista per legge ma sta al Comune decidere, in maniera facoltativa, se disporre o meno tali fondi aggiuntivi che arrivano direttamente dal recupero visto il raggiungimento degli obiettivi prefissati. La normativa risale al 15 dicembre 1997 (n.446) e, tra le altre materie, demanda al Comune il compito di prevedere, ai fini del potenziamento degli uffici tributari, l'attribuzione di compensi incentivanti al personale addetto. E fin qui non fa una piega.

Ora però le cose sono un pò cambiate. Ovvero non c'è più l'Ici ma siamo passati all'Imu e le casse comunali piangono povertà da tutte le parti. Sebbene si riconosca che tali contributi sono notevolmente calati rispetto agli anni passati resta il fatto che la destinazione è annuale. E qualcuno si è chiesto perché, viste le lacune economiche che attanagliano l'amministrazione comunale in questione, incapace di far fronte a piccole emergenze quotidiane, questi soldini, seppur pochi, non possano essere investiti altrimenti.

Entro la fine di maggio quindi 6.118,27 euro dei 161.051,28 riscossi a titolo di recupero evasione Ici nel corso del 2012 (cifra superiore ai150.000 previsti in sede di approvazione del bilancio di previsione 2012) andranno a potenziare gli stipendi dei dipendenti dell'ufficio tributario. E in maniera così suddivisa: 2.013,14 al capo area e il resto dei 4.105,13 euro a tre dipendenti: 40%, e 30% per i due restanti.

Il fondo è costituito annualmente da una quota pari al 5% delle somme effettivamente incassate nell'anno di riferimento, relative al recupero di imposte pregresse al lordo di sanzioni e interessi, e riscontrabili nel conto consuntivo. «L'assegnazione prevista per legge - ha commentato Fabio Tinti - esprime un riconoscimento al gruppo di lavoro e si applica in proporzione alla qualità del lavoro dedicato a tale attività da ogni dipendente che ha contribuito all'accertamento dell'Ici».

Però nel vicino comune di Bibbona non succede. «Uno spreco, prima c'erano più soldi che circolavano e ci si faceva meno caso - dice Benito Gragnoli, consigliere Pdl - ma oggi che non riusciamo a chiudere i bilanci potremo recuperarli in altro modo. I dipendenti, in coscienza, dovrebbero capirlo. Non credo che qualcuno si sia mai portato il lavoro a casa insomma. In questo momento anche 6.000 euro sono importanti, non me ne vorranno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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