Proteste
La rabbia del comitato
«Su Ecomar nessuno interviene ma non ci arrendiamo»
ROSIGNANO. Un grido unanime di rabbia e sconforto e una delusione profonda verso le istituzioni che non sono ancora intervenute. É un disappunto amaro quello espresso dal comitato riunito in assemblea per fare il punto della situazione sulla vicenda Ecomar. Il portavoce Augusto Menconi ha cercato di affrontare tutte le vicissitudini succedute negli anni. «Il primo fatto - spiega - risale alla scoperta di pozzi inquinati da idrocarburi nel perimetro intorno all'impianto». Da subito i cittadini chiesero la delocalizzazione dell'azienda richiamandola alle proprie responsabilità e facendo appello all'allora sindaco Alessandro Nenci il quale scrisse una lettera dove si parlava di incompatibilità ambientale. In quegli anni, ricorda Menconi, «non si arrivò a una colpevolezza certa, ma riuscimmo a fare in modo che Ecomar si facesse carico del procedimento misto dell'area nonostante abbia sempre negato le proprie responsabilità». Una non vittoria per il comitato perché nel 2007 la Provincia, ente competente in materia di difesa del suolo, accettò la richiesta dell'autorizzazione integrata ambientale di Ecomar. Autorizzazione presentata nuovamente negli scorsi mesi dall'azienda insieme alla richiesta di raddoppiare la quantità di produzione e quindi di incrementare le tonnellate di materiale da 50mila a 100mila all'anno. Rifiuti speciali pericolosi e non, che comprenderebbero anche liquidi altamente infiammabili e l'aumento del traffico dei mezzi pesanti nelle strade dell'abitato. Non un implemento impiantistico ed edilizio e nemmeno un incremento dell'occupazione ma maggiori quantitativi di rifiuti con conseguenti problematiche per i cittadini, dall'inquinamento alle emissioni gassose. Oltre al danno quindi anche la beffa e la crescente rabbia dei residenti. Testimonianze che si susseguono come quella di Fabrizio Franchi la cui casa si trova accanto al muro di recinzione della ditta e che nel settembre scorso ha trovato, dopo una forte pioggia, più di un metro di acqua nera nel proprio pozzo. «Episodi non chiari e una non sincerità di fondo della Ecomar» lamentano tutti riportando più casi come quello di un capannone che dovrebbe stare chiuso per la presenza di polveri, strade strette e private nelle quali i mezzi non dovrebbero passare o la mancata bonifica dell'area a mare. Il comitato è intenzionato a non fermarsi finché non otterrà giustizia percorrendo tutte le strade possibili. Menconi scriverà una lettera alla Provincia mentre stamani in Comune è prevista una commissione ambiente chiesta dal consigliere Luppichini. Non solo: dato che tutti sono concordi nel muoversi in tempi rapidi, stasera alle 21.30 si terrà un'assemblea di frazione al Centro della nautica di Vada per cercare di sensibilizzare più persone possibili verso una vicenda che, dicono «non deve riguardare soltanto i residenti dei Polveroni ma richiamare alla coscienza l'intero comune».
Elisa Pastore
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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