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caso ecomar

«Nel 2007 il Comune garantì lo stop all’ampliamento»

«Nel 2007 il Comune garantì lo stop all’ampliamento»

VADA. «Ci hanno garantito che non ci sarebbe stato alcun potenziamento dell’attività di trattamento, invece ora fanno raddoppiare i quantitativi di rifiuti». I cittadini dei Polveroni sono sul piede...

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VADA. «Ci hanno garantito che non ci sarebbe stato alcun potenziamento dell’attività di trattamento, invece ora fanno raddoppiare i quantitativi di rifiuti». I cittadini dei Polveroni sono sul piede di guerra contro l’ipotesi di Ecomar, l’azienda che alle porte di vada tratta rifiuti speciali pericoli e non pericolosi, di incrementare le tonnellate di materiali da “lavorare”, passando da 50mila a 100mila tonnellate all’anno. Ieri sera a Vada il comitato dei residenti ha organizzato una assemblea pubblica per presentare il piano Ecomar ai cittadini.

E intanto, cercando tra i vecchi documenti che i residenti dei Polveroni hanno accumulato a partire dal 2006 per il caso dei pozzi inquinati dagli idrocarburi, hanno trovato una lettera raccomandata e protocollata con cui il Comune, nel giugno del 2007, garantiva che l’allora assessore alla pianificazione avesse evidenziato come «pur non potendo obbligare il trasferimento di una attività privata, si possono, come in questo caso, dare indirizzi volti a disincentivare ulteriori investimenti produttivi su di un sito. La regolamentazione urbanistica adottata non consente in detta area ulteriori sviluppi, ma solo interventi di manutenzione o di adeguamento», come si legge nella raccomandata.

Secondo il comitato è evidente che la richiesta di Ecomar va contro quanto stabilito dal Comune, e garantito ai cittadini nel 2007.

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