Il dolore
Mannari: «Chi può non investe e chi ha bisogno è insolvibile»
CECINA. «È come nella favola dei polli di Trilussa: i depositi sono aumentati ma non tutti hanno contribuito in egual misura. Anzi, la forbice tra i grandi risparmiatori e coloro faticano ad...
CECINA. «È come nella favola dei polli di Trilussa: i depositi sono aumentati ma non tutti hanno contribuito in egual misura. Anzi, la forbice tra i grandi risparmiatori e coloro faticano ad arrivare alla fine del mese si è allargata». Fabrizio Mannari, direttore generale della Banca di credito cooperativo di Castagneto Carducci - che conta filiali a Rosignano, Vada, S. Pietro, Cecina e in molte altre città - ci aiuta a leggere i dati di Bankitalia e per farlo prende in prestito la poesia dell’autore romanesco. «Oggi prevale la prudenza – spiega Mannari – I risparmiatori preferiscono eliminare i beni di consumo e non puntano più sulla casa. Ma le performance delle banche sono determinate solo marginalmente dai piccoli correntisti. Pesano di più le obbligazioni o i cosiddetti “time deposit”: si tratta di depositi a medio termine che vincolano il denaro per 2-3 anni e danno un minimo rendimento. Ad utilizzare queste soluzioni sono le poche imprese che hanno liquidità o chi i soldi li ha sempre avuti. Il problema è che in questa fase, tali soggetti preferiscono non investire».
Le difficoltà di accesso credito, secondo Mannari, dipendono da chi offre denaro ma anche da chi lo chiede: «I nostri depositi sono cresciuti del 15% e siamo in avanzo patrimoniale per cui non abbiamo i problemi che scontano i grandi istituti – prosegue – Ma purtroppo oggi gli unici a chiedere finanziamenti sono gli imprenditori che vogliono dilazionare un debito già contratto. E le banche, visti i vincoli imposti dal prossimo arrivo di Basilea3, non possono concedere prestiti a questi soggetti».
Una simile visione, però, non viene accettata da tutti. «Le poche imprese del territorio che fanno utili – spiega Paolo Biasci di Confesercenti – vorrebbero investire per migliorare la propria attività ma spesso trovano porte chiuse da parte delle banche». (g.p.)
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