Sicurezza
L’affondo del Pd «In quest’ospedale troppe sforbiciate»
Alessandra Meini contesta i tagli a macchia di leopardo «Ma le aziende universitarie assorbono troppi pazienti locali»
CECINA. C'è un documento sulla sanità che le Unioni comunali del Pd hanno preparato in funzione dell'incontro col capogruppo regionale Marco Ruggeri nel prossimo mercoledì 23. Alessandra Meini, segretario del Pd, presenta il documento come decisivo per un rilancio del suo partito sugli essenziali servizi della sanità locale. Ma - gli chiediamo - non le pare che la linea dell'approccio della governo regionale sulla sanità riveli la netta intenzione di ridimensionare le realtà locali a vantaggio delle aree forti? «Siamo nel cuore della questione - risponde Meini -. Seduti al tavolo con la Regione abbiamo sempre seguito i processi di razionalizzazione del servizio con l'assessore, col presidente. Di fatto un processo politico di consenso del Pd locale con i vertici regionali. Altro il percorso del Comitato. Ebbene nel concreto mentre le realizzazioni della nostra Asl venivano attuate con particolare rigore, altrove non avveniva così».
L'esponente politico del Pd mette in luce così il ruolo severo con cui la direzione locale dell'Asl ha attuato i progetti regionali. «Il tasso di ospedalizzazione dell'Asl 6 è uno dei migliori. Abbiamo dunque dato molto in termini di razionalizzazione. Ora altri debbono fare i compiti». Altri? «Certo. Altre Asl, altre zone. Lo voglio dire chiaro: tocca ora alle zone del pisano, del fiorentino, del grossetano. Le decisioni della Regione non debbono più essere assunte in vertici dove le realtà locali sono emarginate. Penso per esempio al ruolo dei sindaci locali in tali processi».
Quale allora il rapporto di un partito come il Pd e il Comitato? C'è stata una frattura netta? «Per quanto concerne la responsabilità che mi sono assunta come segretario comunale - precisa Meini - ho da subito guardato con molta attenzione al Comitato. Ho cercato immediatamente un rapporto chiaro. Così il 6 dicembre scorso ho chiamato il comitato nella riunione con la Regione ed ho sempre partecipato agli incontri proposti dal comitato stesso nel presupposto che con metodi diversi perseguivamo gli stessi obiettivi. La mia personale stima per don Reno Pisaneschi e il suo ormai storico impegno sulla sanità locale è fuori discussione».
Un orientamento che ha teso a colmare divaricazioni e malintesi col Comitato. Un'operazione politica che Meini vuole riaffermare invitando per il 23 prossimo il Comitato e don Reno a presenziare all'incontro con Ruggeri. «Rispetto alla governance regionale delle razionalizzazioni noi rispondiamo che si tratta di definirla meglio. Grave è l'assenza a questo proposito degli strumenti della programmazione. Dove sono i Pal? Quali i propositi ed i progetti di riorganizzazione? Tutte le unioni comunali della provincia livornese fino a Castagneto, ma l'intesa si propaga anche nell'alta Valdicecina, convengono sull'obiettivo di una nuova programmazione in cui i sindaci debbono svolgere un ruolo decisivo». Ma allora veniamo al concreto. Quali opzioni specifiche in tale presa di posizione del Pd? «Chiediamo cose molto precise: ormai basta con la cosiddetta sperimentazione. Sperimentiamo ormai da dieci anni. Va individuato uno strumento nuovo per integrare i servizi sanitari verso le povertà sociali. Questa è una priorità assoluta. Poi va ridefinito il rapporto con i centri universitari. Un intervento di cistifellea - spiega Meini - non si vede perché debba essere attuato da un importante centro di ricerca. Questo non vuol dire impedire la libera scelta dei pazienti, ma operare con ragionevole buon senso perché alle università restino i servizi di eccellenza e alle Asl locali gli interventi di bassa e di media intensità».(c.r.)
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