Arrestato l’ex ad della Selex Aveva promesso 20 assunzioni
La società, controllata da Finmeccanica, ha una sede operativa a Roma e l’altra al Polo tecnologico Sabatino Stornelli aveva siglato un’intesa col Comune per studiare alla Magona la tracciabilità dei rifiuti
CECINA. Il centro primario doveva essere a Roma, quello secondario a Cecina. Tutto nero su bianco, previsto da un accordo tra il ministero dell’Ambiente e la Selex Service Management, controllata di Finmeccanica. Ma ieri l’ex ad Sabatino Stornelli è finito in carcere, indagato in una maxi inchiesta avviata dalla procura di Napoli e dalla guardia di finanza. Secondo l'ipotesi accusatoria, la Selex gonfiava le fatture destinate al ministero dell'Ambiente, che provvedeva a liquidarle. Il denaro ottenuto in questo modo finiva nella disponibilità del manager, del fratello e degli imprenditori che avevano ottenuto il subappalto dei lavori per il Sistri.
Dell’accordo tra la Selex e il dicastero, nel frattempo, non se n’è fatto più nulla. L’appalto scadrà il 30 novembre 2014. Il Sistri, il sistema integrato di tracciabilità dei rifiuti (affidato dal ministero a Selex), avrebbe dovuto controllare gli spostamenti delle scorie lungo la penisola. Un occhio elettronico e una banca dati pensati per sconfiggere le eco-mafie che oggi prolificano grazie alla burocrazia cartacea. Un affare da 400 milioni di euro il cui costo ricade ancora su circa 400mila aziende che dal 2010 pagano per un servizio non attivato. L’ultimo decreto del ministero dell’Ambiente, del 20 marzo 2013, all’articolo 1 (operatività del Sistri) fissa al 1° ottobre 2013 l’avvio per «i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 dipendenti» e al 3 marzo 2014 per tutti gli altri enti «obbligati all’iscrizione».
Le basi operative di questo maxi progetto erano state individuate (articolo 11 del contratto) a Roma e qui a Cecina nei locali del Polo tecnologico. Un mese prima di firmare il contratto col ministero, il 10 novembre 2009, l’allora ad di Selex, Sabatino Stornelli aveva sottoscritto il protocollo d’intesa con il sindaco di Cecina, Stefano Benedetti, e l’ex presidente del Polo tecnologico, Sandra Vitolo per l’utilizzo dei locali alla Magona. Nell’area industriale avrebbero dovuto lavorare i tecnici a caccia di rifiuti. In conferenza stampa Stornelli non si sbilanciò ma promise «almeno 20 assunzioni nel breve termine e investimenti per più di 500mila euro». Sono passati 4 anni e gli interventi di Selex sono fermi alla realizzazione di una cabina di trasformazione elettrica. Niente assunzioni.
Ieri la guardia di finanza, su mandato del gip, ha eseguito 22 provvedimenti di custodia cautelare per una serie di irregolarità negli appalti per la realizzazione del sistema digitale tra Roma e Cecina. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere finalizzata all’emissione e all’utilizzazione di fatture false alla corruzione, truffa aggravata, riciclaggio e occultamento di scritture contabili.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google