Italia
Cambio ai vertici di via Piave in arrivo Davide Papavero
ROSIGNANO. Ufficialmente prenderà in mano le redini dello stabilimento chimico locale a partire dal primo giugno, ma già da maggio sarà a Rosignao per un periodo di avvicendamento con l’attuale...
ROSIGNANO. Ufficialmente prenderà in mano le redini dello stabilimento chimico locale a partire dal primo giugno, ma già da maggio sarà a Rosignao per un periodo di avvicendamento con l’attuale direttore.
Cambio al vertice per la Solvay. Michèle Huart lascerà il posto a Davide Papavero, in arrivo dall’Australia, dove attualmente è responsabile delle attività perossidati della multinazionale della chimica.
Di un possibile trasferimento di Huart si parlava da mesi, ma la notizia è stata ufficializzata solo nei giorni scorsi, quando dagli uffici delle stanze della direzione di via Piave è stata inviata una comunicazione ai vari reparti dell’industria locale.
Poche righe per far sapere ai dipendenti che, dopo oltre sei anni di attività ai vertici della sede rosignanese della multinazionale, Michele Huart rientrerà a Bruxelles «per occuparsi di un progetto strategico per le attività relative al carbonato di sodio e derivati, nell’ambito della global business Unit Essential-Chemicals», come ha fatto sapere Solvay.
Dal primo giugno a prendere il posto di Huart, che è arrivata a Rosignano nel 2007 dopo la direzione targata Alessandro Malvaldi, sarà appunto l’ingegner Davide Papavero. Classe 1964, il nuovo direttore è adesso responsabile dell’attività perossidati in Australia, ma in precedenza ha ricoperto ruoli dirigenziali a Porto Marghera per la Solvay Solexis, ossia la Ausimont (controllata Montedison) acquisita da Solvay nel 2003.
Il nuovo direttore arriva in un momento particolarmente difficile per l’industria chimica locale e più in generale per il colosso Solvay. Papavero infatti dovrà gestire prima di tutto i problemi sul fronte internazionale, con la crisi del mercato della soda (la fabbrica di Rosignano oggi non va oltre le 2000 tonnellate produttive al giorno) e una concorrenza sfrenata degli altri impianti in Egitto, Portogallo, Bulgaria e Spagna. Per non parlare delle beghe locali con cui il nuovo direttore si troverà a fare i conti. Nei prossimi mesi dovrà infatti essere attuato il piano di riorganizzazione della fabbrica di via Piave e dei cantieri.
Un progetto, varato a metà gennaio dopo una estenuante trattativa con i sindacati, che prevede la gestione di 60 esuberi in due anni. Sulla base di questo piano dei circa 600 dipendenti che erano presenti a giugno scorso all'interno dell'azienda chimica e dei cantieri distaccati, il 10% dovrà “sparire”.(a.c.)
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