Sicurezza
Con la recessione anche il funerale diventa un lusso
Boom di domande di contributi sui costi per le sepolture L’anno scorso 118 richieste al Comune, raddoppiate dal 2011
ROSIGNANO. Nell’Italia che ha visto calare in un anno del 4,8 per cento il potere d’acquisto delle famiglie anche l’ultimo viaggio può diventare un lusso. Così a Rosignano, come a Cecina, capita che sempre più persone siano costrette a bussare alla porta del Comune per garantire un funerale dignitoso ai loro cari. Una richiesta che molte volte aggiunge dolore ad altro dolore. I numeri, più di ogni altro esempio, sono i testimoni della crisi diffusa che ha colpito i consumi e il mondo del lavoro e che non si è fermata davanti alla morte.
Boom di richieste. Riuscire ad affrontare i costi di sepoltura non è più cosa da tutti. Tanto che nel giro di un solo anno sono quasi raddoppiati i “funerali pubblici”, quelli in cui il Comune si sostituisce alle famiglie indigenti nella copertura delle spese. Se nel 2011 l’amministrazione di Rosignano aveva dovuto affrontare qualcosa come 64 servizi (per una spesa di 55.172,97 euro) nel 2012 si è ritrovata ben 118 richieste di aiuto. Davanti ad un incremento dell’85 per cento ha dovuto stanziare 105.739,10 euro. È andata un po’ meglio a Cecina dove il Comune, tra contributi per cremazioni e tumulazioni, ha aiutato 67 residenti.
«Problema diffuso». Il giorno di ricevimenti all’ufficio sociale in via è la cartina di tornasole di questa emergenza. «La pressione su di noi è aumentata – spiega l’assessore Elena Ciaffone – e non riguarda solo i funerali, ma anche i servizi scolastici, le mense, le case e le esenzioni dal ticket sanitario. Purtroppo molte famiglie si stanno spostando verso la fascia Isee più bassa. E se fino a qualche anno fa i nuclei monoreddito riuscivano a mantenersi senza problemi oggi è difficile che ce la facciano. La categoria più in difficoltà? I nuovi poveri». Sono le persone che prima della crisi avevano un tenore di vita dignitoso ed ora si trovano con l’acqua alla gola. Anche nell’affrontare un funerale.
I costi. In media, una sepoltura al Comune costa poco più di 900 euro. Nel prezzo rientrano il servizio, il trasporto, la cassa e la tumulazione. La cifra scende se il defunto sceglie la cremazione perché a Rosignano, come a Cecina, sono previsti degli sgravi fiscali fino al 40 per cento della spesa. Nel corso del 2012, per i funerali sociali il Comune si è rivolto un po’ a tutte le realtà del territorio: la Pubblica Assistenza, il Mutuo Soccorso, la ditta Caprai e Di Dio e la ditta Frongillo.
Il risvolto. Se da una parte l’intervento pubblico riesce a tamponare le difficoltà dei cittadini dall’altro può mettere in difficoltà le imprese. La questione è la solita: il ritardo nei pagamenti da parte degli enti pubblici. «I funerali per gli indigenti sono un intervento sociale ma a carico di noi privati – dice Luigi Caprai della ditta Caprai e Di Dio – in pratica le società non ci guadagnano niente, a malapena con 900 euro si coprono le spese. Senza contare i ritardi: dobbiamo ancora ricevere dal Comune il saldo per gli ultimi funerali del 2012 e di quelli di tutto il 2013. A noi, però, i fornitori ci tartassano».
Le famiglie. C’è un altro problema a carico delle imprese e che non riguarda il Comune. Si tratta dei ritardi di pagamento da parte dei privati. «A Rosignano il fenomeno è contenuto – dice Caprai – ma a Livorno, che è una città più povera, molte persone ci fanno organizzare il funerale e poi non ce lo pagano. Una cosa è certa, i tempi sono cambiati. Un tempo la famiglia si occupava dei servizi e poi ci chiedeva il prezzo, ora prima si chiede il prezzo e poi si decide, spesso al ribasso. E molti scelgono la cremazione perché costa meno».
Rino Bucci
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