Il Tirreno

I sindaci spingono per il comune unico

di Divina Vitale
I sindaci spingono per il comune unico

Tinti (Castagneto): «Non c’è proprio nulla da temere, anzi» Marini (Bibbona): «A forza di tagli non ce la facciamo più»

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CASTAGNETO. Un’accelerazione verso la fusione dei comuni è quella che sollecita il sindaco Fabio Tinti. L’idea era uscita nell’agosto di due anni fa ed era stata condivisa anche dal sindaco di Bibbona Fiorella Marini: un comune unico che unisse Castagneto e Bibbona, magari sotto il nome di Bolgheri. La proposta aveva diviso l’opinione pubblica soprattutto per la scelta del nome, ognuno difendeva la propria frazione, l’identità di un territorio, dove il campanilismo, si sa, la fa da padrone. Ma adesso Tinti torna alla carica in maniera decisa: «I comuni sotto i 10.000 abitanti non devono più esistere, non c’è niente da temere, serve per migliorare la situazione e trovare sempre più aree omogenee di sviluppo senza dover più fare i conti con il patto di stabilità».

Con l’unione infatti il patto di stabilità verrebbe cancellato per tre anni. «Non era una sortita provocatoria sotto il solleone d’agosto- continua Tinti - la volontà mia e di Marini era quella di stimolare un dibattito costruttivo. Ora è il momento giusto per accogliere la proposta e trovare una soluzione insieme. Basta dare uno sguardo a quello che succede più a sud con l’unione di Campiglia e Suvereto».

I comuni infatti devono fare i conti e presto. Entro il 22-23 aprile va riesaminata l’Imu da parte delle amministrazioni locali ed entro fine giugno va steso il bilancio. C’è tensione e c’è preoccupazione. Per far quadrare i bilanci, le amministrazioni potrebbero aumentare la tassazione Imu.

«Ci troviamo in un momento difficile - conferma Fiorella Marini – è importante l’unione degli enti locali per cercare di uscire dalla crisi. Questo è il primo anno in cui Bibbona deve fare i conti con il patto di stabilità che si traduce in 500mila euro di tagli ai servizi. E mi domando, cosa vado a tagliare? Sono fortemente preoccupata. Siamo stretti in una morsa ed è difficile mantenere anche il minimo. Anche la tassa di soggiorno: siamo stati obbligati a metterla per coprire spese di servizi già in essere. E cosa succederà con l’Imu? Il comune unico è il futuro, su questo sono d’accordo con Tinti. Non sta certo a noi, due sindaci a fine mandato, coordinare eventuali percorsi. Si tratta, per lo più, di considerazioni personali non ancora suffragate da un approfondito confronto, ma è evidente che sembra l’unica via da percorrere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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