Il Tirreno

Fallimenti, è allarme rosso Venti imprese in tribunale

di Gianni Parrini
Fallimenti, è allarme rosso Venti imprese in tribunale

Negli ultimi due anni persi 88 posti di lavoro per la bancarotta delle aziende Roberto Nardi: «Costruttori nei guai, il settore edile rischia di esplodere»

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CECINA. In Italia si sta consumando una strage silenziosa. È quella del lavoro: ogni giorno ci sono dai 40 ai 50 fallimenti. Il giornale della Confidustria ha deciso di tenere il conto e pubblica quotidianamente una sorta di bollettino economico-mortuario: dall’inizio dell’anno sono già 4.330 gli imprenditori che hanno portato i libri in tribunale.

Anche in Val di Cecina la situazione è pesante. Sono una ventina le aziende della zona che tra il 2011 e il 2012 sono fallite; 88 le persone che ci hanno rimesso il posto, tra dipendenti e collaboratori. Per non parlare poi, delle decine di ditte che cessano l’attività prima di indebitarsi fino al collo.

Grandi e piccini: crisi per tutti. La crisi non fa sconti in nessun settore: nell’elenco delle imprese per cui è in corso il procedimento di fallimento ci sono grandi aziende edili e piccole ditte individuali, una farmacia, un hotel, un paio di bar e persino una società sportiva (l’As Cecina). Il caso più eclatante è quello della ex Progeco, l’azienda di costruzioni industriali che nell’estate scorsa ha cambiato nome in Costruzioni industriali srl, con sede in via Aurelia 833 a Castiglioncello. Dallo scorso mese di ottobre è in corso il procedimento di liquidazione: sono 23 i dipendenti rimasti senza lavoro. C’è poi il caso dell’International camping Etruria, la società che gestiva il campeggio di Marina di Bibbona, travolta nelle settimane scorse da una maxi operazione della Finanza che ha aperto un’indagine per i reati di bancarotta fraudolenta, frode fiscale e truffa per milioni di euro. In questo caso sono 9 i dipendenti rimasti senza stipendio. Anche a Cecina le cose non vanno meglio: nel giornale di ieri raccontavamo la truffa delle case a Ghiaccione di Collesalvetti (abitazioni mai finite con un buco di tre milioni di euro). Vi è coinvolta anche la Carolina Srl di Cecina, società di costruzioni per la quale è stata avviata procedura di fallimento nel corso del 2012.

Col mattone il tracollo è sicuro. Sono lontani gli anni in cui la casa era considerata un investimento sicuro, al riparo dall’inflazione. L’edilizia era un settore florido e i margini di guadagno erano ampi. Oggi, con il mercato immobiliare fermo, gli appartamenti invenduti e i prezzi in picchiata questo è il comparto in cui è più facile chiudere il bilancio in rosso: «È un settore che sta esplodendo – spiega Roberto Nardi, presidente della camera di commercio di Livorno – Crisi a parte, ci sono anche altri fattori che pesano: ad esempio sono cambiate le norme. Oggi costruire a regola d’arte costa più che un tempo. Per guadagnarci bisogna essere bravi. A Cecina anche il settore del vino e dell’agricoltura non se la passa bene. Quello del turismo, invece, è un elastico la cui crescita è molto rallentata. Per quanto riguarda il commercio, infine, l’abbigliamento è il comparto più in crisi».

Protesti in calo. In controtendenza il dato sui protesti, che negli ultimi anni registrano un trend in ribasso: dagli 8.056 registrati in provincia di Livorno nel 2010 si è passati ai 7.379 del 2012. Scende anche l’ammontare del carico (da 16,8 milioni a 10,5) così come l’importo medio: da 2mila euro a 1.400. «Questo perché le banche hanno fatto una “pulizia preventiva” – prosegue Nardi – Non vogliono più correre rischi così hanno ritirato libretto degli assegni e carta di credito ai soggetti non affidabili. Le cambiali, invece, sono uno strumento sempre più desueto». Anche il numero di imprese dei vari Comuni della zona iscritte alla camera di commercio è andato calando come evidenziano i dati della info grafica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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