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il caso

Ecomar, i residenti scriveranno alla Provincia

VADA. Hanno deciso di vederci chiaro e di capire quali conseguenze potrebbe comportare per i residenti della frazione e per l’ambiente il raddoppio dei quantitativi di rifiuti trattati all’interno di...

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VADA. Hanno deciso di vederci chiaro e di capire quali conseguenze potrebbe comportare per i residenti della frazione e per l’ambiente il raddoppio dei quantitativi di rifiuti trattati all’interno di quell’impianto.

Sul caso Ecomar, l’azienda che tratta rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi che ha chiesto alla Provincia di modificare l’organizzazione lavorativa e anche la struttura del complesso industriale (passando da 50mila a 100mila tonnellate annue di rifiuti), intervengono direttamente i cittadini. Che hanno intenzione di far sentire la loro voce.

«Che per Ecomar ci sarebbero stati cambiamenti - dice Fabrizio Franchi, che abita nella casa accanto al muro di recinzione della ditta, sul versante lato mare - mi era arrivato all’orecchio da due o tre giorni. Quando ho avuto la certezza mi sono rivolto subito all’assessore all’ambiente Donati».

L’intenzione dei residenti, che dal 2006 - in occasione dei pozzi inquinati da idrocarburi nel perimetro intorno all’impianto - combattono per chiedere la delocalizzazione dell’azienda, è capire cosa succederà se la Provincia dovesse rilasciare una nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) alla ditta.

«Donati - prosegue Franchi - mi ha dato appuntamento per martedì della prossima settimana. Devo capire come è possibile che, mentre noi abbiamo chiesto per anni che questa struttura fosse delocalizzata, la Provincia pensi di dare il via libera al raddoppio dell’attività».

Nel frattempo, - sempre nell’arco della prossima settimana - alcuni residenti dei Polveroni hanno deciso di organizzare un incontro tra cittadini, in modo da capire l’opinione di chi abita nella zona. I pratica verrebbe a riunirsi il comitato che nacque anni fa, in occasione della vicenda dei pozzo inquinati. Non solo, Augusto Menconi, allora portavoce della protesta, ed altri residenti hanno in mente di scrivere una lettera accorata alla Provincia per descrivere la loro situazione e chiedere di essere ascoltati. (a.c.)

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