Il Tirreno

INQUINAMENTO da trielina

«Altri trenta pozzi da esaminare»

Rifondazione chiede anche un’indagine epidemiologica

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CECINA. Rifondazione comunista è ottimista per la riapertura delle indagini sull’inquinamento da trielina, ma chiede di esaminare altri pozzi e un’indagine epidemiologica. «Il 26 ottobre 2012 - ricorda Renzo Belcari in una nota - quattro cittadini di Cecina e del circolo di Rifondazione comunista fecero un esposto alle procure di Firenze, Pisa, Livorno, preoccupati dell'inquinamento delle falde acquifere da trielina e altri inquinanti. Ormai l'inquinamento accertato è pluridecennale e ha provocato la chiusura di numerosi pozzi in zona. Vista la riapertura delle indagini, restiamo fiduciosi che la verità riesca comunque ad emergere nonostante siano passati tanti anni».

«Se la trielina dopo tutto questo tempo continua ancora a inquinare in quantità così marcata - aggiunge - ci domandiamo se non sia il caso di indagare anche sui pozzi adiacenti a quelli già chiusi; dovrebbero essere una trentina i pozzi da esaminare per rassicurare la popolazione. Appurato che l'inquinamento risale con molta probabilità a decenni fa quando tutti (o quasi) erano all'oscuro, diversi cittadini potrebbero aver bevuto o utilizzato acqua inquinata per irrigare orti o campi. Senza creare allarmismo, forse sarebbe opportuno avviare un'indagine epidemiologica sulla popolazione perché i cittadini hanno diritto di sapere e l'amministrazione ha il dovere di informare».

«La Regione - conclude Belcari - poteva intervenire prima e con più efficacia. Stiamo ancora aspettando le conclusioni delle indagini sul cromo esavalente: la seconda parte dello studio doveva essere conclusa tre anni fa».

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