Il Tirreno

Ecomar e i rifiuti pericolosi: «Nessun impatto ambientale»

 Ecomar e i rifiuti pericolosi: «Nessun impatto ambientale»

Uno studio dell’azienda sostiene che il potenziamento dell’impianto di Vada non comporterà variazioni sul contesto urbano

2 MINUTI DI LETTURA





VADA. Il Comune attende, i cittadini protestano e la Provincia valuta. La vicenda Ecomar comincia a sollevare un polverone. L'azienda che si occupa di rifiuti speciali e pericolosi ha presentato domanda per aumentare l'attività dell'impianto dei Polveroni, a Vada: raddoppio del quantitativo dei rifiuti da trattare (da 50 a 100 tonnellate annue) e inclusione di un maggior numero di prodotti. La Provincia (ente competente in materia di difesa del suolo) dovrà dare una risposta alla richiesta di "modifica sostanziale dell'impianto" entro 150 giorni. Il conto alla rovescia è partito lo scorso 15 marzo. In realtà, le domande presentate dall'azienda sarebbero due. Ecomar aveva avanzato una prima richiesta relativa al sito di Vada già a febbraio. Se ne trova traccia sul sito della Provincia: l’istanza di "assoggettabilità alla Via (valutazione impatto ambientale, ndr)” in vista di una “modifica dell’impianto” è datata 6 febbraio. Da quel momento c'erano 45 giorni di tempo per fare delle osservazioni. Periodo, dunque, che sarebbe già scaduto. Se non fosse che la domanda è stata ritirata. Al suo posto nelle settimane scorse è comparsa una nuova richiesta, in parte diversa: non si parla più di assoggettabilità ma di "procedimento unico di Via e di Aia (Autorizzazione integrata ambientale)” in virtù di una modifica stavolta definita “sostanziale” dell'impianto esistente. Per quest'ultima istanza, di cui è stata data notizia anche sul sito del Comune di Rosignano, ci sono 60 giorni di tempo (fino al 15 maggio) per presentare le osservazioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze