Il Tirreno

Si montano gli impianti per la bonifica dei pozzi

di Alessandro De Gregorio
Si montano gli impianti per la bonifica dei pozzi

La Regione ha approvato il primo dei tre stralci, lavori al via entro giugno Il trattamento durerà cinque anni. L’impegno di non far pagare i cittadini

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MONTESCUDAIO. L’operazione bonifica della falda è pronta a partire. Fine maggio-primi di giugno è la previsione che si fa a Firenze, dove la Regione ha finanziato il primo di tre stralci di un'opera da oltre quattro milioni di euro. Sono stati diffusi anche i dettagli delle spese, mentre si continua ad assicurare che il rimborso di quei soldi non verrà chiesto ai cittadini che abitano sopra i pozzi inquinati. Ma con ogni probabilità non pagheranno neanche quelli che la Regione continua a indicare come i responsabili dello sversamento di trielina e percloroetilene: l'ex conceria Massini e la lavanderia Rapida. Tra il dire e il fare ci sono di mezzo una sentenza penale di assoluzione, un fallimento, una cessazione di attività, ci sono ricorsi ancora pendenti davanti al Consiglio di Stato. Ricordiamo infatti che alla vigilia del Natale 2011 il tribunale assolse dall'accusa di avvelenamento di acque destinate all'alimentazione Giacomo Massini e il padre Roberto. A Poggio Gagliardo, dove ora i Massini hanno un centro commerciale, c'era la loro conceria (fallita nel 1995) e prima ancora la lavanderia industriale La Rapida (chiusa nel 1980) di Mario e Giovanni Agujari.

Nonostante questa assoluzione, l'assessore Anna Rita Bramerini ha sempre ribadito che i responsabili dell'inquinamento restano i Massini e gli Agujari tanto che la stessa Regione si era insinuata nel passivo fallimentare dell'ex conceria e aveva emesso quattro ingiunzioni di pagamento (per un totale di 790mila euro) nei confronti dei proprietari della lavanderia. A luglio poi era stato definito un accordo di programma con cui la Regione avrebbe trasferito 169mila euro a Montescudaio, titolare dell'attività di messa in sicurezza dell'area in base a un programma del 2004.

A settembre, durante un incontro con il sindaco di Montescudaio, Aurelio Pellegrini, erano stati ribaditi sia il piano A (prendere tempo e studiare un’eventuale ma assai remota scappatoia legale) che il piano B (indicare in modo esclusivo i responsabili tenendo fuori i residenti e poi si vedrà). Il Comitato no trielina sta alla finestra e proprio in questi giorni sta studiando nuove forme di sensibilizzazione.

Intanto c'è questa maxi bonifica finalmente pronta a partire. Dopo l'approvazione in Regione, successiva a quella del progetto definitivo, sono stati reperiti i fondi per installare i macchinari che dovranno togliere i veleni.

A Cecina si è riunito anche il comitato tecnico (Regione, Asl, Asa, Arpat) per predisporre le operazioni di sistemazione degli impianti. Sono stati eseguiti anche ulteriori sopralluoghi intorno al punto X, quello da dove partirà tutto: l’area tra l'ex conceria e l'ex lavanderia industriale. La bonifica in realtà va avanti dal 2004 attraverso un impianto provvisorio di pompaggio e trattamento che si trova vicino all'area commerciale di Poggio Gagliardo ma che non ha certo eliminato il problema. La falda che scorre sotto Montescudaio e Cecina (Ladronaia, Peep, stadio, villaggio scolastico, pomodorificio, San Vincenzino) è ancora inquinata. In alcuni casi i valori sono trenta volte sopra la norma. E il pennacchio si sposta verso l'acquedotto. L'unica barriera che separa la trielina dai rubinetti è rappresentata dai filtri sui pozzi installati da Asa. Filtri che non sono eterni e che hanno un costo, ricaricato sulle bollette.

Ora dunque si parte con un programma in tre stralci, che una volta in marcia lavorerà per almeno cinque anni. Il primo stralcio prevede l’installazione di 16 pozzi Sve (soil vapour extraction, estrazione di vapori dal terreno), 16 pozzi P&T (pump and treat, pompa e tratta) e la bonifica della cisterna di olio combustibile. Sia il primo che il secondo verranno realizzati in area ErreEmme, quindi ci si dedicherà alla bonifica della cisterna rinvenuta tra l'ex lavanderia e l'ex conceria. Una cisterna talmente inquinante che, si legge nel piano, «si è riscontrata la presenza di terreno contaminato» anche «intorno al pozzetto di carico. Tale terreno dovrà essere rimosso e smaltito, in via indicativa si quantifica lo stesso in circa 2 metri cubi».

@a_degregorio

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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