Il dolore
Confesercenti dice no all’aumento delle tasse
«La politica liquida le imprese, le amministrazioni diano segnali concreti» Gli interventi all’assemblea provinciale organizzata a Marina di Bibbona
BIBBONA. «Dobbiamo salvare le piccole e medie imprese». E’ l’appello lanciato da Confesercenti provinciale in occasione dell’assemblea elettiva che si è svolta all’hotel Marinetta. I punti principali da adottare sono stati illustrati dal presidente Anna Landini: arrestare la crescita del prelievo fiscale, no al nuovo aumento Iva e alla Tares; favorire l’accesso al credito delle piccole-medie imprese; riduzione Irap e soppressione per le imprese sotto i dieci dipendenti; eliminazione dell’Imu su immobili strumentali all’attività produttiva; semplificazione amministrativa e riduzione oneri burocratici; lotta all’evasione fiscale. Si invocano quindi le amministrazioni locali a dare segnali concreti affinché la politica «non metta in liquidazione le imprese».
Sono intervenuti per Confesercenti Livorno Massimo Marini, Anna Landini, Massimo Biagioni direttore regionale e Massimo Vivoli presidente regionale. Oltre al presidente della Provincia Giorgio Kutufà, l’onorevole Maria Grazia Rocchi, l’assessore Paolo Pacini, il presidente della Ccia Roberto Nardi, i sindaci di Cecina Stefano Benedetti, di Bibbona Fiorella Marini, di Castagneto Fabio Tinti, l’assessore livornese Paola Bernardo.
«Si tratta di tirare un bilancio sui quattro anni di attività del nostro organo – ha detto Massimo Marini, responsabile Confesercenti Livorno – dal momento in cui abbiamo promosso l’unione nord-sud abbiamo infatti portato a compimento un processo di riunificazione che interessa la Val di Cornia e la Val di Cecina, dopo ben 19 anni. Questo per garantire un presidio continuo soprattutto in un momento in cui la situazione in cui versano le imprese è drammatica».
«Una crisi da cui non si vede uscita – ha detto Kutufà – abbiamo vinto la sfida con l’Europa ma quella con il mondo ci ha distrutto. L’attenzione verso l’impresa e l’imprenditoria è fondamentale, siamo rimasti troppo fermi e ora andiamo indietro. La condizione di reddito è rimasta bloccata a 20 anni fa. Dobbiamo rimettere in moto le “formichine” e operare una grande semplificazione burocratica, che invece di migliorare si è ancor più aggravata dalla crisi politica».
«Il lavoro dell’associazione è vitale – ha concluso Maria Grazia Rocchi – mi sarebbe piaciuto venire a presentare un progetto di governo chiaro che invece non c’è e latita. L’obiettivo, dopo l’avvio per fortuna degli sblocchi ai crediti pubblici, è intervenire sulla questione fiscale, fondamentale per un cambiamento del Paese».
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