Il Tirreno

Prima durante l’estate il paese si riempiva Era una vera festa

La stagione d’oro di Vada nella storia di Cristiano Chelini Il giovane ricorda: «Dopo il ’97 ho visto il declino»

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Storia raccolta da Teresa De Martin e Giulia Taccola, il 22 gennaio 2013.

Ci puoi raccontare dei tuoi primi anni?

«Sono figlio unico, perché dopo la mia nascita non dormivo mai e quindi i miei genitori decisero di non fare più figli. Mia madre aveva smesso di lavorare e mi scarrozzava di qua e di là, anzi era diventata la mamma di tanti figli, nel senso che i vari amici si affidavano direttamente a lei, che ci seguiva per le attività sportive. Ho fatto l'asilo a Vada, le elementari a Vada, tutto molto paesano, fino alle medie, quando mi sono spostato a Palazzi».

A cosa hai giocato?

«Da figlio unico fantasia tanta, bisogna un po' arrangiarsi. Però non sono mai stato molto a casa e quindi quando potevano mi portavano fuori, perché tanto a casa non ci stavo, per lo stesso motivo per cui non dormivo. E quindi i miei giochi sono sempre stati all'aria aperta; sport più o meno tutto, in particolare calcio. Ci ho giocato dai 6 ai 18 anni, poi ho smesso forse in quinta superiore e all'università, un po' per pigrizia e un po' perché non ne avevo più voglia. Però iniziai dopo ad allenare i bambini, dal 2002 fino al 2007 compreso. Ora voglio rifarlo, perché era una seduta psicologica incredibile; uscivi di lì ed eri veramente rilassato: mal di testa incredibile, urla ovunque, però quando andavi via i sorrisi, le loro piccolezze, il loro essere bambini - avevano 6-7 anni - mi rilassavano. Tutto mi sembrava molto meno importante, davvero».

Ma d'estate stavi al mare?

«I miei dall'89 in poi presero prima il ristorante la Racchetta, alla Mazzanta, e dopo un anno il bar al Ponte Azzurro. Quindi per 4 o 5 anni l'estate la passavo 24 ore su 24 al mare, perché non ci si muoveva d'estate. Ai tempi era pienissimo, dagli anni'90 in poi. La spiaggia era diversa, prima erano cinque o sei file di ombrelloni, adesso ce ne sono due, e una sopra le alghe praticamente. Era un'altra storia. Una volta scrissero anche su un muro davanti al bar "Siamo molti di più dell'estate '97", immagino fosse l'estate del '98, dal '97 in poi ho visto il declino, quindi quella frase aveva portato una sfortuna incredibile. Allora Vada era piena di gente, ora solo il sabato e la domenica è affollato, ma poi durante la settimana c'è il giusto. Quell'estate invece Vada era strapiena, da giugno a settembre».

Sei rimasto legato al mare?

«È proprio un legame, che d'inverno è ancora più forte, ci vado tutti i giorni a correre, mi piace proprio andare da solo sul mare, nonostante non sia un pescatore, non vada in barca. Però se non lo vedo mi manca molto, più delle persone. C'è quella canzone 'gente di mare', si dice di chi pensa sempre di andare via ma poi quando sta un po' lontano ha sempre questa voglia di tornare. Per me è verissimo, nel senso che io sono andato via tantissime volte. Sono stato a Milano qualche mese, era uno stage per l'Università alla Piaggio, perché a Milano c'era l'area marketing e pubblicità: sono stato lì un po' di mesi a preparare la tesi, c'era la possibilità di rimanere, ma incontrai Martina la mia fidanzata e venni via. Oppure quando mi hanno assunto alla catena Lidl, facendomi girare la Toscana, una casa a San Miniato, una ad Arezzo, poi a Grosseto, ero sempre fuori casa. Però avevo sempre voglia di tornare, nonostante stessi bene in quei posti, ma se non vedo il mare un paio di volte a settimana sto male, quindi è un bel limite questo. Ora con Martina si è detto che sarebbe bello fare una esperienza fuori, ma lei è felicissima di quello che fa e non lo cambierebbe per niente al mondo, nonostante stipendi bassi come è normale. Io ora penso all'idea di fare una famiglia e poi essere fuori a pagare un mutuo da un'altra parte? Qui comunque abbiamo degli appoggi, la vicinanza dei genitori che ti possono dare una mano su altre questioni, quindi per ragioni molto pratiche ultimamente penso di voler restare qui, magari fare altro, ma in zona».

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di Redazione web