Il Tirreno

IL CASO DELLA SCUOLA DI MUSICA

I prof replicano: assurda la storia dei pianoforti

I prof replicano: assurda la storia dei pianoforti

DONORATICO. «Non vogliamo boicottare nessuno, anzi siamo sempre stati disponibili a condividere spazi e attività per la formazione dei nostri studenti». A distanza di qualche giorno dalla...

2 MINUTI DI LETTURA





DONORATICO. «Non vogliamo boicottare nessuno, anzi siamo sempre stati disponibili a condividere spazi e attività per la formazione dei nostri studenti». A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione dell’articolo sui problemi tra la scuola di musica (Cfdma), l’amministrazione comunale e la scuola media, replicano i professori e i rappresentanti dei docenti.

«La questione dei pianoforti è assurda – dicono Manuela Pacchini, Flavio Dei e Andrea Niccolini – I docenti della Cfdma hanno avuto tutto il tempo per spostarli. In alcune aule non potevano essere posizionati per questioni di sicurezza, altrimenti si sarebbero ostacolate le vie di fuga. Per quanto riguarda le due aule chiuse, le avevamo riservate per eventuali nostri servizi: recupero, riunioni, attività didattiche in generale. Ok, non si sono verificate e sono rimaste vuote ma bastava parlarne. Non ci hanno mai chiesto niente: né i maestri di musica né qualcuno dell’amministrazione comunale. Non ci siamo mai sognati di voler interrompere le attività od ostacolarle in qualche modo, anche perché si parla di ragazzi che frequentano la nostra scuola». Ma il problema principale è nel mancato rinnovo della convenzione tra la dirigenza scolastica e la scuola di musica che tarda ad arrivare, nonostante i solleciti e le polemiche.

«Stabilire se un plesso può condividere i suoi spazi con altre associazioni o istituzioni – aggiunge Dei – è compito degli organi collegiali (collegio dei docenti e consiglio d’istituto). Quindi dal punto di vista giuridico, in base a precise richieste dei docenti, si può deliberare o no la concessione dei propri spazi a terzi, sia per la scuola di musica che per altre attività. Se la scuola, per importanti esigenze didattiche, non potesse più condividere i suoi spazi con la scuola di musica, quest’ultima, per la sua importanza formativa, non dovrebbe essere penalizzata ma supportata logisticamente dal Comune. I Comuni e le Province infine, per fare chiarezza, sono proprietari degli edifici e obbligati a sostenere le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi, a norma di legge. Ci scusiamo se abbiamo creato disagi ai ragazzi e ai docenti di musica ma la questione dipende da complesse problematiche di convivenza di un’istituzione scolastica che accoglie un’altra istituzione formativa. Ad ogni modo la questione della convenzione sono convinto si risolverà in tempi brevissimi».(d.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa