Il Tirreno

«Guide turistiche Con la pubblicità mi hanno truffato»

«Guide turistiche Con la pubblicità mi hanno truffato»

Denuncia di alcuni commercianti alla guardia di finanza Lettera ai sindaci di Rosignano e Cecina: «Non date patrocini»

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ROSIGNANO. A fine 2011 ha firmato un contratto che prevedeva una spesa di 1.200 euro per ottenere la pubblicazione di un annuncio pubblicitario sulla guida turistica “Rosignano Marittimo. Il nostro comune”. Uno di quei libretti distribuiti in molte città che informano residenti e turisti dei servizi presenti sul territorio e che in genere hanno il via libera (e talvolta il patrocinio) dell’amministrazione.

Nell’estate dell’anno dopo ha ricevuto la visita di altri agenti pubblicitari che lo hanno invitato a firmare alcuni fogli che, a quanto gli hanno detto, sarebbero serviti solo per aggiornare i suoi dati. Fatto sta che pochi mesi dopo ha scoperto che dal suo conto corrente erano già “spariti” 2.500 euro. Ha contattato le società che gli avevano proposto l’inserzione, le quali hanno confermato come a suo nome risultassero 4 contratti per il valore di circa 5.000 euro (metà dei quali già prelevati dal conto, appunto). Tentando di informarsi su quello che ha pensato fosse un raggiro nei suoi confronti, ha saputo che anche altri commercianti della zona avevano subito un analogo trattamento. Così nelle scorse settimane il gruppo di operatori commerciali ha presentato alla guardia di finanza di Castiglioncello una denuncia per truffa. La notizia di reato è già stata comunicata alla procura della Repubblica di Livorno.

Oltre alla denuncia, il commerciante ha deciso anche di scrivere ai sindaci di Rosignano e Cecina, spiegando che anche loro hanno «una responsabilità, a maggior ragione quando patrocinate queste iniziative. Spero che almeno non siano stati spesi soldi pubblici».

A raccontare la vicenda, alquanto complicata anche perché coinvolge una serie di società, è Luca Cucchiara, che insieme alla madre gestisce la storica pasticceria Cucchiara a Rosignano. «Alla fine del 2011 - racconta - una cara amica mi ha proposto un’inserzione pubblicitaria all'interno di una guida turistica denominata "Il nostro comune", illustrandomi l'intero progetto informativo che doveva essere distribuito a famiglie e imprese del territorio». Cucchiara ha aderito all’iniziativa, avendo chiaro che il costo dell'operazione corrispondeva a circa 1.200 euro, «vincolante per due edizioni, pagabile in due rate a partire dalla pubblicazione dello spazio pubblicitario».

«A luglio 2012 - prosegue - due agenti della società Editrice europea con il pretesto di verificare i dati identificativi della ditta di cui mia madre è titolare (la pasticceria, ndr) e manifestando l'urgenza prima della ristampa della seconda edizione, mi invitavano ad apporre delle firme finalizzate ad accertare la correttezza dei dati anagrafici e fiscali. In buona fede ho firmato come chiedevano le due persone che si sono qualificate come agenti pubblicitari della società Editrice e mi offrivano senza addebito alcuno servizi aggiuntivi qualificanti un premio fedeltà per la seconda edizione».

A fine 2012 la brutta sorpresa. Sul conto corrente erano stati addebitati oltre 2.500 euro con beneficiari diversi: gruppo guide Italia, società 4 minuti e società Editrice europea. «Alla richiesta di revocare gli addebiti - dice ancora Cucchiara - la banca ha detto che era stata sottoscritta una clausola che impedisce la revoca degli addebiti, che quindi venivano confermati». Cucchiara riesce a contattare la società responsabile che gli invia per email i contratti sottoscritti a suo nome, dei quali lui non aveva copia. «Mi accorgo in quel momento - dice ancora Cucchiara - che quelle firme erano le mie (ma che a fronte della ditta di cui è titolare mia madre dovevano essere le sue), e che in modo del tutto fraudolento mi erano state estorte alla richiesta di verificare i dati relativi alla sottoscrizione del precedente contratto. Ho capito di aver subìto una truffa per un valore di circa 5.000 euro di cui 2.500 già pagati».

Cucchiara comincia a chiedere informazioni e capisce che altri operatori commerciali sono nelle stesse condizioni. «Tra Rosignano e Cecina siamo una decina - spiega Cucchiara - ci siamo rivolti al Movimento consumatori e poi alla guardia di finanza per sporgere denuncia».

Infine la decisione di lanciare un messaggio anche ai sindaci di Rosignano e Cecina, ai quali ieri Cucchiara ha inviato una lunga email per raccontare l’intera vicenda. «Credo (e questa è solo la mia opinione) - scrive il commerciante - che anche voi siate stati vittime di un raggiro, anche se con troppa leggerezza avete avallato un'iniziativa dove si illustra un programma che mette i cittadini a conoscenza di informazioni su servizi anagrafici, sociali, tutela dei minori, sostegno alla fondazione Veronesi, Telefono azzurro, presentato dal direttore editoriale Maurizio Costanzo e addirittura avallato dalla presidenza della Repubblica con una lettera del segretario generale Donato Marra». Naturalmente le persone citate dal commerciante sono estranee alla vicenda raccontatata da Cucchiara, che si rivolge ai sindaci: «Quello che non sapete - scrive a Franchi e Benedetti - è che a farne le spese sono soltanto vostri cittadini onesti con il sudore del proprio lavoro».

Ecco perché il commerciante chiede «che sia fatta chiarezza sul buio che perpetua su queste iniziative che, seppur belle e interessanti nell'aspetto esteriore, realizzate ad arte da professionisti, sono sostenute da meccanismi che ledono i diritti dei lavoratori onesti, capifamiglia che si alzano presto la mattina per portare la pagnotta ai propri figli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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