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Bilancio

Il sindaco: «Sei milioni in cassa ma non possiamo spenderli»

CECINA. «I soldi ci sono: 6,2 milioni di euro. Ma non possiamo spenderli». È questo, in sintesi, il messaggio trasmesso dal sindaco Stefano Benedetti ai cittadini durante l’incontro che si è svolto...

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CECINA. «I soldi ci sono: 6,2 milioni di euro. Ma non possiamo spenderli». È questo, in sintesi, il messaggio trasmesso dal sindaco Stefano Benedetti ai cittadini durante l’incontro che si è svolto giovedì sera all’auditorium di via Verdi. Lo scopo era di illustrare le linee guida del prossimo bilancio di previsione. Presenti anche gli altri membri della giunta. Il primo cittadino è partito illustrando i dati del bilancio consuntivo 2012, che vedono nelle casse del comune un avanzo di amministrazione di 6,2 milioni di euro. «È una cifra che si è accumulata nel corso degli anni – spiega Benedetti – A fine 2011 era già di 2,7 milioni. Purtroppo sono soldi che non possiamo toccare per fare investimenti. A meno che, come pare stia per accadere, il governo non decida di allentare i vincoli del patto di stabilità».

In realtà, un elevato “avanzo” non è necessariamente sinonimo di buona gestione. Nel 2009, ad esempio, la Corte dei Conti lo definì «risparmio pubblico, ovvero eccedenza di risorse sottratte ai contribuenti e agli utenti, rispetto alle previsioni di spesa per i servizi da erogare». Non solo. Sempre secondo la Corte, nel caso sia superiore alle percentuali fisiologiche rapportate alle entrate correnti, «può rappresentare un sintomo di eccessivo prelievo fiscale, non coerente con le reali esigenze di spesa dell'ente locale». Ma il sindaco Benedetti non accetta questa definizione: «Poteva essere vero in passato – spiega – Ma oggi il patto di stabilità ci impone di chiudere con un saldo attivo tra entrate e uscite, un meccanismo che alla fine dei giochi produce un risultato di questo genere».

Paradossale è il fatto che l’avanzo di amministrazione non figuri come entrata e pertanto non possa essere impiegato per finanziare gli investimenti. Ad esempio, quelli sulle strade. «Stiamo predisponendo il bilancio preventivo e aspettiamo di sapere a quanto ammonterà il taglio dei trasferimenti da parte dello Stato (da 300mila euro a 1 milione)– spiega Benedetti – In base a quello capiremo qual è il nostro margine di manovra. La nostra priorità è non ridurre gli interventi nel sociale e nella formazione, non aumentare i servizi a domanda individuale: mense scolastiche, trasporto, scuola di musica e teatro, ecc».

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