Il dolore
L’ospedale di Brescia contro le cure di Sofia
LIVORNO. Gli Spedali Riuniti di Brescia "contro" le cure a Sofia, la bambina di tre anni e mezzo residente a Castiglioncello affetta da una grave malattia neurodegenerativa. La scoperta del memoriale...
LIVORNO. Gli Spedali Riuniti di Brescia "contro" le cure a Sofia, la bambina di tre anni e mezzo residente a Castiglioncello affetta da una grave malattia neurodegenerativa. La scoperta del memoriale è stata fatta ieri dai legali della famiglia quando si sono presentati al Tribunale civile di Livorno dove era in programma l'udienza per la discussione del provvedimento con il quale il giudice Francesca Sbrana, lo scorso 19 di marzo, aveva accolto il ricorso d'urgenza presentato dai genitori della piccola, permettendole di effettuare il secondo ciclo di cure all'ospedale bresciano. Un apparente paradosso che cerca di spiegare il legale dei genitori di Sofia, l'avvocato Giuseppe Conte. «Una scelta prevedibile che non va contro la bambina. Si tratta di una posizione soft che non contesta le cure ma il senso del procedimento». In ogni caso, questa mossa allungherà di due settimane i tempi della decisione definitiva (udienza rinviata al prossimo 18 aprile). Il motivo che ha spinto i legali dell'ospedale lombardo a costituirsi nel procedimento è - come si legge nel documento - un modo «per consentire al giudice una rappresentazione completa e nello specifico sollevando, appunto, un’eccezione che riguarda l'improcedibilità del ricorso». Per capire questo secondo passaggio è necessario tornare al decreto legge presentato dal ministero della Sanità Balduzzi nei giorni scorsi. «Al secondo comma dell'articolo - spiega Conte - vengono salvaguardati tutti i bambini che, come Sofia, hanno già intrapreso le cure con le staminali. Questi pazienti potranno continuare le terapie. Ecco perché i legali degli Spedali Riuniti sostengono che il motivo del contendere sia decaduto. È solo in parte vero perché il decreto potrebbe essere modificato oppure decadere. Speriamo che il giudice si esprima sul caso di Sofia e sul suo diritto a continuare le cure».
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