Finanza
Come siamo e come eravamo a Cecina
“La forma della città”, confronto per immagini nella raccolta allestita da Andrea Sozzi
CECINA. Come siamo e come eravamo; quanto l’ambiente è stato antropizzato, modificato e stravolto negli anni; stiamo sfruttando appieno la città e i suoi spazi o ci sono riusciti al meglio i nostri nonni? Tutte domande che trovano risposta immediata, oltre che nei ricordi, dal confronto per immagini. E’ con questo spirito che Andrea Sozzi – artigiano, 37 anni, con la passione per gli scatti – ha dato vita alla raccolta “La forma della città”.
Il volume prende il titolo in prestito da un cortometraggio girato da Pierpaolo Pasolini del ’73 per la Rai. Si tratta di una raccolta gratuita e scaricabile da internet (www.cecinatimbri.com) che mette a confronto le vecchie e nuove foto di Cecina e Marina. «E’ una raccolta di immagini di un mondo che si vede irrimediabilmente mutare – dice Sozzi – le foto antiche contrapposte a quelle moderne vogliono proprio sottolineare le differenze avvenute degli ultimi anni in città. Resta solo al lettore il compito di decidere se tali cambiamenti siano stati negativi o positivi ma una cosa è certa: la bellezza della città è determinata dal suo rapporto rispetto al paesaggio circostante. Questo è ciò che la rendeva unica, particolare e per alcuni versi conosciuta».
Chi consulta la raccolta potrà rivivere corso Matteotti nei primi anni del ‘900 quando era attraversato da barrocci e madri dalle gonne lunghissime e quando si allestivano i primi mercati. E poi le auto parcheggiate in lunghissime doppie file all’inizio dei primi anni ’60; piazza Carducci percorsa dalle parate fasciste; il ponte verso Palazzi con le sue ringhiere eleganti e sinuose; il Circolo dei forestieri a Marina non ancora nascosto dai cespugli e dallo scheletro della Terrazza dei Tirreni; i gelatai vestiti di bianco agli angoli di viale della Vittoria e i primi stabilimenti balneari così razionali e rassicuranti. «In alcune situazioni – dice Sozzi – ho voluto fondere in un'unica foto due scatti, uno antico e uno recente ottenuto nella stessa prospettiva. Ho tentato di dare al lettore un duplice punto di vista. Credo che ci sia un’immagine che riesce bene a condensare lo spirito della raccolta. È la veduta di via Verdi: nella parte vecchia, a sinistra, si vedono tante donne che parlano lungo il marciapiede, in quella attuale, a destra, solo auto parcheggiate. Niente di più». Le foto sono state reperite per la maggior parte nell’archivio del Comune e dai libri dello storico Ilio Nencini. (r.b.)
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